P. Giovanni Santolini: l'allegria di un giovane missionario

Oblato di Maria Immacolata, morì a soli 44 anni in un incidente stradale nell'ex Zaire

p. Giovanni Santolini OMI
Foto: Facebook Giovanni Santolini OMI
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Il 23 marzo 1997 un incidente stradale, a Kinshasa, interrompeva la vita terrena di padre Giovanni Santolini. Sacerdote, missionario ed oblato di Maria immacolata, la sua estimonianza è stata coerente e gioiosa.

Tutti ricordano la disponibilità, la bontà e la generosità del giovane sacerdote che non ha esitato ad offrire se stesso per la missione. Dal 1987 era in Africa e qui ha speso il suo quotidiano.

Che religioso era padre Gio, come lo chiamavano tutti? Altruista, disponibile, allegro e fortemente innamorato di Cristo. La sua esistenza fu breve ma piena di bellezza e di serenità.

Di lui, oltre ai molti ricordi personali, sono tutt'ora visibili alcune interviste in cui il missionario parla dell'essere eroi per abitudine, ovvero, nel fare in tutte le occasioni, piccole o grandi che siano, ciò che la coscienza detta e questo forma la persona nelle scelte della vita di tutti i giorni. Niente di più vero.

Giovanni Santolini nasce nel 1953 a Genova, da una buona famiglia. Ancora adolescente sente la vocazione al sacerdozio, entrando nel Seminario della diocesi. Altruista e diligente vi compie gli studi liceali e teologi. E' ordinato sacerdote l'8 maggio 1982, per l'imposizione delle mani del Cardinale Giuseppe Siri.

Di li a poco entra fra i Missionari Oblati di Maria Immacolata, fondati da Sant'Eugenio de Mazenod, chiedendo di essere inviato in missione.

Inviato in Zaire, oggi Repubblica Democratica del Congo, inizia un apostolato concreto ed effettivo, sia nella formazione dei giovani chierici che nella risoluzione dei tanti problemi che incontra sul territorio.

Chi vive con lui lo elogia per l'allegria e per quel suo modo di far vivere il positivo ed il vangelo nella vita.

Nel 1996, in uno scritto al confratello padre Fabio Ciardi scrive: ”Dio non toglie i problemi, ma mi domanda di amarLo nei problemi, e a poco a poco mi accorgo che è proprio questo che mi fa andare avanti, e che mi dà serenità e pace interiore. Sento che il mio ruolo qui è quello di dare pace e serenità, di prendere su di me le tensioni e, anche a costo di sembrare sciocco, di far sì che non si vedano i problemi ma che si veda il positivo e che si vada avanti. Bisogna togliere a tutti i costi lo spirito di disfattismo, de “non va niente bene”, del “fare tutto male e non siete capaci a far niente...”.

Questo è stato padre Giovanni: un autentico testimone del vangelo che ha fatto della gioia quell'ancora sulla quale costruire la vita e la società del domani.

Ti potrebbe interessare