Padre Baggio: “Emergenza migranti, i tre verbi di Papa Francesco”

Foto di gruppo dell'VIII Summer School sulla Mobilità Umana
Foto: Scalabriniani - SIMI Roma
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Proteggere, integrare, puntare a soluzioni durature: padre Fabio Baggio, sottosegretario per le migrazioni nella speciale sezione del Dicastero per lo Sviluppo Umano Integrale dedicato al fenomeno, riassume così l’impegno di Papa Francesco sul tema delle migrazioni.

Padre Baggio ha parlato alla Summer School su Mobilità Umana e Giustizia Globale promossa dall’Università Cattolica del Sacro Cuore in collaborazione con lo Scalabrini International Migration Institute, la Fondazione Migrantes e l’Agenzia Scalabriniana per la cooperazione allo sviluppo.

La Summer School, giunta all’ottava edizione, si è tenuta dal 17 al 20 luglio a Montepaone Lido. Aveva come tema principale Bambine, bambini e adolescenti nei processi migratori, ed era una sorta di ampliamento del tema del Messaggio del Santo Padre per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato 2017, che era “Migranti minorenni, vulnerabili e senza voce”.

Ma l’intervento di padre Baggio parla di migrazione tout court, sebbene parta dal tema specifico e ricordi che già Benedetto XVI lo aveva affrontato.

Padre Baggio sottolinea che “la migrazione è divenuta un fenomeno globale”, sottolinea che oggi “molti flussi sono dovuti a conflitti, disastri, persecuzioni, cambiamento climatico, violenza, povertà estrema e condizioni di vita disumane”, e che le migrazioni portano grandi sacrifici. 

Padre Baggio nota che “tutti i migranti sono vulnerabili” già solo per il fatto di essere stranieri, ragione per cui sono spesso “trascurati, discriminati ed emarginati”, e i fanciulli sono di certo quelli più vulnerabili, anche perché “quelli in situazione irregolare” sono costretti “a nascondersi alle autorità”, non godendo così un accesso “equo all’istruzione e all’assistenza medica”.

Il sottosegretario per le migrazioni afferma che la “situazione dei minori non accompagnati è particolarmente precaria”, perché molti fanciulli e adolescenti sono avviati alla prostituzione, presi nel giro della pornografia, resi schiavi del lavoro minorile o arruolati da soldati”.

Si deve – allora – “proteggere i minori da tutti gli abusi e le violenze di cui sono spesso vittime”, avviando “azioni comuni e coordinate nei paesi di origine, transito e destinazione al fine di assicurare che tutti i minori migranti e rifugiati siano sempre protetti da ogni forma di abuso”.

Padre Baggio non pensa solo allo “scambio di informazione” e alla cooperazione internazionale, ma anche ad una costituzione di “reti transnazionali di protezione e assistenza”, sottolineando che il Papa si lamenta “per la scarsità di politiche adeguate circa l’assistenza e l’inclusione dei migranti”.

Il sottosegretario della sezione dei migranti nota che “”sempre più paesi stanno adottando politiche più restrittive al fine di eliminare ogni forma di irregolarità migratoria”, misure drastiche per le quali “i minori sono spesso vittime innocenti”.

Cosa significa allora il terzo “verbo”, puntare a risposte durature? Risponde padre Baggio: “Significa innanzitutto adoperarsi per eliminare le cause delle migrazioni forzate di tanti fanciulli,” perché “un ambiente sicuro e giusto è la prima condizione per poter garantire uno sviluppo umano integrale per tutti e specialmente per tutti i bambini e bambine, speranze dell’umanità.

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