Padre Cantalamessa: la quinta predica di Quaresima su Giovanni e Paolo

Predica di Quaresima
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Giovanni e Paolo, due diversi riflessi della fede di due momenti storici diversi. Parte da questo spunto la quinta predica di Quaresima di padre Raniero Cantalamessa, alla presenza di Papa Francesco e dei membri della Curia Romana.

Le due prospettive, la paolina e la giovannea, pur fondendosi insieme (come avviene nel Credo Niceno-Costantinopolitano) – spiega il predicatore - conservano la loro diversa accentuazione, come due fiumi che, confluendo uno nell’altro, conservano per lungo tratto il diverso colore delle loro acque. La teologia e la spiritualità ortodossa si fonda prevalentemente su Giovanni; quella occidentale (la protestante più ancora di quella cattolica) si fonda prevalentemente su Paolo”.

Per Paolo, “al centro dell’attenzione non c’è tanto la persona di Cristo, intesa come realtà ontologica, c’è piuttosto l’operato di Cristo, e cioè il suo mistero pasquale di morte e risurrezione. La salvezza non sta tanto nel credere che Gesú è il Figlio di Dio venuto nella carne, quanto nel credere in Gesú “morto per i nostri peccati ed è risorto per la nostra giustificazione. L’evento centrale non è l’incarnazione, ma il mistero pasquale”.

Poi Cantalamessa spiega la figura di Giovanni: “Fa un salto decisivo all’indietro e colloca l’inizio della vicenda di Cristo non più nel tempo ma nell’eternità: In principio era il Verbo e il Verbo era presso Dio e il verbo era Dio”.

Padre Cantalamessa propone un'ulteriore domanda a cui risponde citando il Vangelo e lo stesso Paolo: “Quale sarà la nostra risposta di fronte al mistero che abbiamo contemplato e che la liturgia ci farà rivivere nella settimana santa?" La prima e fondamentale risposta è quella della fede. Non una fede qualsiasi, ma la fede mediante la quale ci appropriamo di ciò che Cristo ha acquistato per noi”.

Per vivere davvero e profondamente la Pasqua, padre Cantalamessa rammenta l'esortazione di San Paolo a "spogliarsi dell'uomo vecchio e a "rivestirsi di Cristo", operazione da fare mediante la fede: “Uno si mette davanti al crocifisso e, con un atto di fede, consegna a lui tutti i propri peccati, la propria miseria passata e presente, come chi si spoglia e getta nel fuoco i propri stracci sporchi”.

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