Padre Guglielmo Camera: una vita in e per la missione

Saveriano, missionario in Africa è stato anche postulatore dell'istituto

P. Guglielmo Camera
Foto: parrocchiacava.it
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Il 1 aprile 2020 spirava nell'ospedale di Fidenza padre Guglielmo Camera. Missionario saveriano, postulatore dell'istituto e grande testimone del vangelo, ricordarne il nome è aprire il ricordo al molto bene compiuto durante l'esistenza. Aveva 79 anni.

Una vita coerente e bellissima vissuta alla luce della missione. Tantissime le attività intraprese per la gente, ma di più tra la gente.

Il religioso era nato il 25 aprile 1940 a Marinoni di Ardesio, in provincia di Bergamo. Giovanissimo entra nella famiglia saveriana, fondata da San Guido Maria Conforti.

Allievo a Cremona nel 1953, vi compie gli studi classici fino alla teologia. Novizio a San Pietro in Vincoli, comunità nella quale tornerà anche in seguito, emette la professione religiosa vivendone  il carisma. E' il 3 ottobre 1960. Padre Giovanni Gazza, maestro dei novizi, ne scriverà un ottimo profilo. Terminata la formazione è ordinato sacerdote a Parma. E' il 1968.

Molte le comunità che lo hanno visto attivissimo e propositivo. Da Parma alla Sierra Leone dove dal 1981 ha portato avanti diversi progetti, per tutti ha una parola ed attenzione.

Laureato in lettere e con altre specializzazioni mette a frutto i talenti posseduti nei luoghi nei quali è chiamato ad operare. Sacerdote speciale sa guardare alle reali necessità della gente.

Postulatore per le cause di canonizzazione dei Missionari saveriani ha portato avanti importati processi come quello del proprio fondatore e di padre Uccelli, Benedetta Bianchi Porro e la beatificazione di madre Anna Maria Adorni.

Le biografie scritte e le interviste mostrano la precisione e la cura, nel ministero affidato. La cultura, l'accurata ricerca e quel modo di saper raccontare, ma di più incarnare una spiritualità sono gli elementi presenti nelle opere di padre Camera.

Chi ha aperto i suoi libri ha compreso non solo una vita, ma ha sentito la forza liberante del vangelo che spinge a fare del bene.

Nel 2018 aveva festeggiato il cinquantesimo anniversario dalla propria ordinazione sacerdotale. Una tappa importante vissuta con la solita generosità e gioia.

Moltissime le testimonianze di stima ed affetto nei confronti del sacerdote: confratelli ed amici ne hanno evidenziato quel modo di essere, fatto di spontaneità, altruismo, ed amore al prossimo ed alla Chiesa.

Aprendo le fonti saveriane si apprende che il missionario è chiamato ad essere: ”Con mente aperta e cuore largo andrà incontro agli uomini; accoglierà volentieri gli incarichi che gli vengono affidati, saprà adattarsi coraggiosamente alle diversità di costume dei popoli ed al mutare delle situazioni"(Ad Gentes 25). Questo ne è il ritratto.

La fede ed il bene sono stati i grandi amori di padre Camera che, contemplando il cielo, ha diffuso il vangelo per il bene dell'umanità e dei fratelli che ha incontrato nel proprio cammino.

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