Padre Pio torna a Pietrelcina

San Pio da Pietrelcina
Foto: Wikicommons
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E’ ormai ufficiale: l’urna con le spoglie di Padre Pio da Pietrelcina sosterranno, dall’11 al 14 febbraio, nel centro del beneventano che ha dato i natali al primo sacerdote stimmatizzato della storia. La notizia è arrivata in questi giorni direttamente dai cappuccini della comunità monastica che vive a Pietrelcina. 

Il periodo non è per nulla casuale: padre Pio ha lasciato definitivamente Pietrelcina – dove aveva vissuto per 29 anni da giovane, da studente, da fraticello, da sacerdote – il 17 febbraio del 1916: esattamente 100 anni fa per recarsi prima a Foggia e poi, successivamente a San Giovanni Rotondo. Il tutto sembra sia stato preannunciato dallo stesso padre Pio come racconta il vaticanista Raffaele Iaria, in un articolo sul quotidiano “Avvenire”. Pochi mesi prima della sua morte, la prima domenica di agosto del 1968, ad un suo confratello, padre Mariano da Santa Croce che lo assisteva, disse – racconta Iaria -  che avrebbe visitato il suo paese natio “parecchi anni dopo la morte”. “Padre vi auguriamo cento anni ancora – gli disse p. Mariano – Il Signore sa…e chiamerà anche voi in Paradiso. Poi alla vostra morte, segni, prodigi, miracoli, la Chiesa vi metterà sugli altari. Allora si prenderà il vostro corpo di qui e si farà una bella passeggiata a Pietrelcina. Ho detto bene?”. Padre Pio mise le mani giunte – racconta ancora p. Mariano -  e abbassata per due volte la testa disse: “E così sarà”.

Pietrelcina nella vita di Padre Pio non è per nulla “marginale”, dice oggi Iaria, autore di un volume “Quei tre giorni di Padre Pio” (Tau editrice): “non si può capire la vita di questo frate, venerato in tutto il mondo, se non si visita Pietrelcina”.  “Di Pietrelcina ricordo pietra su pietra”, diceva il frate pietrelcinese ai suoi compaesani che andavano a trovarlo a San Giovanni  Rotondo, dove visse 52 anni della sua esistenza nel convento dei Cappuccini: “Pietrelcina la tengo tutta chiusa nel mio cuore”, scriveva il 22 dicembre 1926 al fratello Michele. “Se quei muri potessero parlare”, diceva spesso. A Pietrelcina ha celebrato la sua prima messa, sull’altare dell’attuale parrocchia dedicata a Santa Maria degli Angeli e oggi santuario diocesano dedicato a Padre Pio e scelto dall’arcivescovo di Benevento, mons. Andrea Mugione, come chiesa giubilare nell’Anno Santo straordinario dedicato alla Misericordia.  

Ma non solo: a Pietrelcina, in contrada Piana Romana ha ricevuto le prime stimmate, quelle dette invisibili. Un luogo, Pietrelcina  che per Padre Pio – sottolinea Iaria - “non è solo quello che gli ha dato i natali. Non è la città che ha rappresentato solo un momento biografico dei suoi 81 anni. Qui ha vissuto circa trent’anni della sua vita con lunghi periodi di permanenza quando alcune sofferenze fisiche lo allontanavano dai conventi cappuccini – durante il periodo di studio e anche dopo la sua ordinazione sacerdotale - che lo ospitavano per respirare l’aria salubre del paese natale. È a Pietrelcina che un mese dopo, circa, dalla sua ordinazione, riceve le prime stimmate, quelle da tutti definite ‘invisibili’, ma non per questo non dolorose”.

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