Padre Vladimiro Felici: un redentorista ministro di riconciliazione

Spirò nel 1964: tre anni prima ricevette la visita di San Giovanni XXIII

P. Vladimiro Felici CSSR
Foto: GG
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Nella parrocchia di San Gioacchino a Roma, sede della comunità dei Padri redentoristi, vi sono stati moltissimi religiosi degni di essere ricordati. Fra questi brilla il nome di padre Vladimiro Felici.

Redentorista e confessore per moltissimi anni nel tempio romano, della sua esistenza si conoscono pochissimi dati, ma grande fu il suo amore all'apostolato di direttore di moltissime anime.

Nato il 6 febbraio 1888 a Montecompatri, in provincia di Roma, giovanissimo entra tra i Missionari Redentoristi. Prefetto degli studenti a Cortona, sede della formazione teologica dei religiosi della Provincia romana, da tutti è ricordato per essere un uomo di grande preghiera e profonda disponibilità.

Dal 1953 fino alla scomparsa, una brutta forma di artrite lo costringe spesso a letto. Nulla in lui trapela impazienza o insofferenza ma, sempre, un costante e puntuale amore alla volontà di Dio, trovata anche nella malattia.

Esempio di fedeltà ai voti ed alla vita religiosa, seppur impossibilitato in vari uffici, si dedica con slancio e disponibilità al sacramento della riconciliazione, divenendo un confessore ben voluto ed un padre spirituale, per i molti che chiedono di poterlo avvicinare.

Padre Giuseppe Alfonso Pascoli, redentorista, che lo ebbe come prefetto lo ricordò nel bollettino della Provincia come un autentico sacerdote ed un vivo esempio di santità ed amore alla vocazione redentorista.

Il 12 febbraio 1961 San Giovanni XXIII visitando la parrocchia romana volle incontrare il religioso. Nessuno sa cosa si dissero in quei minuti, se non quell'amore a Cristo ed alla Chiesa che, sempre, li accomunò.

Aggravatasi la malattia e ricevuta l'unzione degli infermi, padre Felici spira il 27 maggio 1964, addormentandosi, serenamente, nella braccia del Signore e della Vergine Maria, di cui fu sempre molto devoto. Ha settantasei anni.

Il 28 maggio il corpo viene portato in una stanza accanto alla sagrestia, per essere salutato, per un'ultima volta, da coloro che avevano avuto il piacere di conoscerlo. Costante e continua fu l'affluenza dei fedeli nel visitare il religioso defunto.

Il funerale viene celebrato dal superiore provinciale padre Zirilli con diversi confratelli tra cui il padre generale giunti da diverse comunità per ricordare padre Felici, sacerdote vicino al Popolo di Dio, servito con amore e dedizione.

 

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