Pandemia, povertà, scuola, sinodo. La fotografia del Cardinale Bassetti

Intervento a tutto campo del Presidente della CEI in apertura dei lavori della sessione primaverile del consiglio episcopale permanente

Il Cardinale Gualtiero Bassetti, Presidente della Conferenza Episcopale Italiana
Foto: © Siciliani-Gennari/CEI.
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Aprendo i lavori della sessione primaverile del Consiglio permanente della Cei, il Cardinale Presidente Gualtiero Bassetti ha ricordato in primis il viaggio del Papa in Iraq e l’Anno della Famiglia Amoris Laetitia, aperto il 19 marzo, e la triste ricorrenza dei dieci anni di guerra in Siria.

Il pensiero del Cardinale Bassetti è poi andato alla pandemia che “chiama in causa urgenti decisioni e grandi responsabilità politiche. Al nuovo Governo è richiesto in particolare d’implementare la campagna vaccinale e di sostenere il sistema economico per evitare che la crisi si aggravi con ulteriori ricadute sull’occupazione e, in definitiva, sui redditi familiari. Il Paese necessita inoltre di segnali incoraggianti verso il mondo della scuola”.

“Nel nostro Paese, ad oggi – ha aggiunto - si contano più di 100mila morti per il virus. Nonostante l’impegno inesauribile e ininterrotto degli operatori sanitari, la scarsità di risorse umane e materiali determina un preoccupante rallentamento o dilazione di altre attività ordinarie, come la prevenzione o, in alcuni casi, il trattamento stesso. Una sofferenza nella sofferenza da non dimenticare né sottovalutare, le cui conseguenze vedremo, purtroppo, nei prossimi anni”.

L’Arcivescovo di Perugia guarda con fiducia ai vaccini, ribadendo che la Chiesa italiana ha messo a disposizione diversi luoghi per effettuare le inoculazioni. I vaccini – ha ribadito non “creino ulteriori divisioni e disuguaglianze nel mondo. Abbiamo il dovere di pensare e garantire soluzioni accessibili anche a chi vive in Paesi meno fortunati”.

Sul fronte della povertà, il Cardinale Bassetti ha evidenziato come “la crisi economica, conseguente alla crisi sanitaria, ha messo in ginocchio molti piccoli imprenditori e altrettante famiglie, rivelandosi terreno fertile per l’espandersi dei tentacoli dell’usura, della criminalità, delle mafie. La crepa in cui s’insinua il grimaldello dell’illegalità è la povertà, e gli elementi che giungono dai nostri osservatori non lasciano margini di dubbio sulla temibile frattura che ci troviamo di fronte”.

Sul fronte dell’educazione, invece, “il ricorso alla didattica a distanza è modalità tanto doverosa nel tentativo di contenimento dei contagi, quanto complessa dal punto di vista dell’applicazione. E qui il discorso si lega alla povertà, perché la DaD ha messo in luce il doloroso divario, non solo digitale, che attraversa l’Italia al Nord come al Sud e non permette a tutti i nostri ragazzi di fruire del diritto all’istruzione a parità di condizioni. La scuola non si limita a dare nozioni, ma unisce, integra, include, accompagna. È pertanto urgente intervenire a sostegno di questi ragazzi, per non rassegnarsi a un’incolmabile disparità”.

Il Presidente della Cei ha poi ringraziato sacerdoti e parroci per il loro impegno in tempo di pandemia.

Da qui il tema del sinodo italiano, sollecitato dal Papa. Bisognerà iniziare “dall’essere insieme, inteso come fare comunità, essere in comunione, avere lo stesso modo di vedere o di sentire. Si tratta di mantenere l’unità nella diversità. È anche prendere decisioni insieme in modo condiviso, assembleare. C’è poi il fare insieme, inteso come capacità di fare comunione, di produrre qualcosa di comune, di avere in comune lo stesso progetto. La sinodalità non è solo fraternità, ma anche sinergia, organicità e, soprattutto, corresponsabilità; non è solo comunione interiore, ma anche esteriore. Il futuro delle nostre Chiese – ha concluso il Cardinale Bassetti - passa da questo movimento continuo e dinamico. Nel suo dipanarsi diventa esso stesso comunità che annuncia, celebra e tesse la rete della fraternità”.

 

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