Paolo VI, Aldo Moro e la lettera alle Brigate Rosse

Il Beato Paolo VI
Foto: Vatican Media - ACI Group
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Esattamente 40 anni fa lo statista democristiano ed ex Presidente del Consiglio dei Ministri Aldo Moro veniva rapito e successivamente ucciso dalle Brigate Rosse. Un episodio tra i più tragici della recente storia italiana, che vide coinvolto anche Papa Paolo VI, amico personale di Moro.

Il 21 aprile 1978, il Papa decise di prendere carta e penna e di rivolgersi direttamente agli “uomini delle Brigate Rosse”. A loro Papa Montini chiedeva di restituire “alla libertà, alla sua famiglia, alla vita civile l'onorevole Aldo Moro”. “Io - aggiungeva Paolo VI - non ho alcun mandato nei suoi confronti, né sono legato da alcun interesse privato verso di lui. Ma lo amo come membro della grande famiglia umana, come amico di studi, e a titolo del tutto particolare, come fratello di fede e come figlio della Chiesa di Cristo”.

Paolo VI - con evidente e grande trasporto umano - invoca il nome di Cristo, definendo i carcerieri di Moro “ignoti e implacabili avversari di questo uomo degno e innocente”. “Vi prego in ginocchio - implorava - liberate l'onorevole Aldo Moro, semplicemente, senza condizioni, non tanto per motivo della mia umile e affettuosa intercessione, ma in virtù della sua dignità di comune fratello in umanità, e per causa, che io voglio sperare avere forza nella vostra coscienza, d'un vero progresso sociale, che non deve essere macchiato di sangue innocente, né tormentato da superfluo dolore. Già troppe vittime dobbiamo piangere e deprecare per la morte di persone impegnate nel compimento d'un proprio dovere”. 

Concludendo il Papa ricordava il rischio “dell'odio che degenera in vendetta” e si appellava direttamente e nuovamente agli “uomini delle Brigate Rosse: lasciate a me, interprete di tanti vostri concittadini, la speranza che ancora nei vostri animi alberghi un vittorioso sentimento di umanità. Io ne aspetto pregando, e pur sempre amandovi, la prova”.

Come si sa questo appello del Papa rimase inascoltato, e il 9 maggio successivo il corpo senza vita di Aldo Moro fu rinvenuto in una automobile parcheggiata in Via Caetani, a Roma. A metà strada tra le sedi del Partito Comunista e della Democrazia Cristiana.

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