Paolo VI e la liturgia nel "diario minimo" raccolto dai Cerimonieri

Paolo VI nel suo tipico atteggiamento di preghiera durante la Santa Messa
Foto: Vatican Media / Aci Group
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Di un Papa contemporaneo come Paolo VI pensi di sapere tutto. Invece piano piano, si scoprono manoscritti e appunti e cronache che ne definiscono in modo inatteso la personalità.

Uno dei grandi custodi di questo “archivio minore” tanto diverso da quello “ Segreto” ufficiale vaticano che sarà aperto chissà tra quanti decenni, è Padre Leonardo Sapienza, Reggente della Prefettura della Casa Pontificia, che di Paolo VI è stato amico e collaboratore.

Padre Sapienza ha pubblicato decine di libretti che sono come finestre aperte su un mondo che pochi hanno esplorato. Ora, quando manca poco alla canonizzazione del Papa che ha chiuso il Concilio arrivano ancora due contribuiti, uno dedicato al rapporto di Montini con la liturgia e uno dedicato ai giornalisti.

“ Una storia minima” che però dimostra la grandezza di un uomo che sapeva vedere e condividere le necessità di ogni momento liturgico.

Così possiamo rivedere la scrittura minuta con la quale metteva su carta magari un saluto ad un cardinale,  e possiamo rivivere la delicatezza con la quale si rapportava ai suoi collaboratori. Come quando regalò una rosa rossa alla moglie del professor Buzzonetti che lo aveva assistito durante l’intervento del 1967, o quando vedendo durante una messa una signora una signora cui era caduto il libretto mandò un cerimoniere ad aiutarla.

I libretti, quelli che ormai siamo abituati ad avere durante tutte le cerimonie papali, li ha introdotti proprio Paolo VI. “ Una spesa benedetta” diceva Paolo VI a chi gli faceva notare il costo un po’ elevato.

Molte note sono tratte dal “diario dei cerimonieri” archiviati  fin dai tempi di Giovanni Burckard nella seconda metà del 1400.

Come ricorda Padre Sapienza, monsignor Virgilio Noè cerimoniere di Paolo VI continuò la tradizione annotando tutto il lavoro del periodo post conciliare.

Una fonte incredibile di notizie sul Papa. Tra i tanti episodi un gesto ecumenico grandioso. Il 14 dicembre del 1975 in Sistina il Papa celebra per l’incontro ecumenico tra Roma e Costantinopoli.

Paolo VI dice al Maestro delle cerimonie che vuole baciare i piedi al Metropolita presente, Melitone. Paolo VI va, lo abbraccia e poi gli bacia i piedi. Melitone dirà in seguito: solo un santo poteva fare un gesto simile!

Il libro dedicato ai giornalisti è ancora più gustoso se si pensa alla famiglia da cui proviene Montini.

La frase finale del libro I giornalisti e i geroglifici” è del 1972, ma è drammaticamente attuale. Parla della stampa che, dice, “può rovinare l’uomo fino a distruggere in lui ogni tensione ai valori più nobili; ma può anche aiutarlo a salvarsi, a scoprire meglio la sua vocazione, a realizzare le proprie aspirazioni, fino a a guidarlo all’incontro e al dialogo con Dio”.

I due libri sono editi da Edizioni Vivere In.

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