Papa Francesco a Bartolomeo: “In un mondo ferito dai conflitti, l’unità è speranza”

Papa Francesco e il Patriarca Bartolomeo, durante la visita a Lesbos di aprile 2016
Foto: Vatican Media / ACI Group
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L’impegno a ripristinare l’unità tra i cristiani è “una risposta alla volontà del Signore”, che è ancora più importante in “un mondo ferito dai conflitti”. Papa Francesco scrive al Patriarca Bartolomeo, come da tradizione nel giorno di Sant’Andrea.

Perché Sant’Andrea è patrono del Patriarcato ecumenico, ed ogni anno una delegazione della Santa Sede fa visita al Fanar, mentre la delegazione del Patriarcato ecumenico ricambia la visita il 29 giugno, giorno dei Santi Pietro e Paolo. La delegazione della Santa Sede, guidata dal Cardinale Koch, presidente del Pontificio Consiglio per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, è arrivata già il 28 novembre, per una serie di incontri con il Patriarca e poi con la commissione sinodale incaricata delle relazioni con la Chiesa Cattolica.

Nella sua lettera – letta al Fanar al termine della Divina LiturgiaPapa Francesco ha ricordato la “gioiosa abitudine” dello scambio di delegazioni tra Santa Sede e Fanar, perché dimostra che “secoli di reciproche incomprensioni, differenze e silenzio” non hanno compromesso le relazioni, come poteva sembrare, ma si è potuto “ricominciare un fraterno dialogo”, grazie anche a San Paolo VI e al Patriarca Atenagora, che si incontrarono a gennaio 1964 a Gerusalemme.

Papa Francesco sottolinea che la Chiesa Cattolica e il Patriarcato ecumenico “hanno salvaguardato con grande cura la tradizione apostolica”, e anche gli insegnamenti dei Padri della Chiesa e dei primi Concili Ecumenici, nonostante poi le cose si siano sviluppate diversamente, anche in termini teologici.

Ma se le questioni teologiche andranno chiarite – dice Papa Francesco – le Chiese sorelle hanno comunque percepito “la chiamata urgente che coinvolge tutti i battezzati a proclamare il Vangelo a tutti gli uomini e le donne”, e per questo “possiamo lavorare insieme oggi per la pace tra i popoli, l’abolizione di tutte le forme di schiavitù, per il rispetto e la dignità di ogni essere umano e per la cura del creato”.

È l’ecumenismo pratico spesso predicato da Papa Francesco, perché nelle azioni comune “sperimentiamo già l’essere in comunione, anche se questa non è piena e completa”.

L’obiettivo è però quello della piena comunione, come chiesto da Gesù che, alla Vigilia della sua passione, pregò che “tutti i discepoli fossero uno”. Serve unità, perché – sottolinea Papa Francesco – “uniti diamo una più efficace risposta ai bisogni di così tanti uomini e donne del nostro tempo, specialmente a quelli che soffrono di povertà, fame, malattia e guerra”.

Papa Francesco esprime gratitudine a Bartolomeo per la sua presenza nel giorno di preghiera e riflessione per la pace in Medio Oriente lo scorso 7 luglio a Bari .

In un mondo ferito dai conflitti – sottolinea Papa Francesco – “l’unità dei cristiani è un segno di speranza che si dovrebbe irradiare anche più visibilmente”, e questo è oggetto della preghiera del Papa, perché finalmente le Chiese siano una cosa sola.

 

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