Papa Francesco accetta la rinuncia del nunzio in Francia

L’arcivescovo Luigi Ventura lascia al compimento dei 75 anni di età. È stato coinvolto in un caso di presunte molestie

L'arcivescovo Luigi Ventura, nunzio apostolico in Francia emerito
Foto: PD
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Ha compiuto 75 anni lo scorso 9 dicembre, e Papa Francesco ha subito accettato la sua rinuncia all’incarico di nunzio apostolico in Francia. L’arcivescovo Luigi Ventura va così in pensione. Lo scorso luglio, la Santa Sede aveva rinunciato anche all’immunità diplomatica per il suo "ambasciatore" che era stato accusato di molestie.

L’arcivescovo Ventura era entrato nel servizio diplomatico della Santa Sede nel 1978 e ha servito nelle nunziature di Brasile, Bolivia e Regno Unito, e quindi ha servito nella sezione delle Relazioni con gli Stati della Segreteria di Stato vaticana dal 1984 al 1995. È stato nominato nunzio in Costa d’Avorio, Burkina Faso e Niger dal 1995 al 1999nunzio in Cile dal 1999 al 2001, e nunzio in Canada dal 2001 al 2009, prima di arrivare all’incarico di nunzio in Francia.

La notizia della rinuncia è stata diffusa oggi dalla Sala Stampa vaticana. Fa parte delle nuove procedure. Le rinunce dei nunzi apostolici, infatti, sono pubblicate dal bollettino della Sala Stampa della Sede in seguito alle nuove norme stabilite dal Motu proprio “Imparare a congedarsi”, pubblicato il 15 febbraio 2018, i nunzi seguono la stessa procedura di vescovi e capi Dicastero della Curia non cardinali: anche i rappresentanti pontifici “non cessano ipso facto dal loro ufficio al compimento dei settantacinque anni di età, ma in tale circostanza devono presentare la rinuncia al Sommo Pontefice”. Per essere efficace, la rinuncia dev’essere accettata dal Papa.

Lo scorso luglio, la Santa Sede aveva deciso di rinunciare all’immunità di giurisdizione di cui godeva il nunzio in Francia. L’arcivescovo era stato accusato di molestie sessuali ed era già stato ascoltato “su sua richiesta” dalla polizia giudiziaria francese ad inizio ad aprile, per rispondere alle accuse di “aggressione sessuale” nei confronti di alcuni giovani adulti.

La conferma della rinuncia all’immunità era arrivata l’8 luglio tramite una breve dichiarazione dell’allora direttore ad interim della Sala Stampa della Santa Sede Alessandro Gisotti, il quale aveva spiegato che “la Santa Sede ha atteso, per assumere questa decisione, la conclusione della fase preliminare del procedimento – comunicatale a fine giugno – a cui monsignor Ventura ha liberamente partecipato”.

L’immunità giurisdizionale è garantita ai diplomatici dalla Convenzione di Vienna del 18 aprile 1961 sulle relazioni diplomatiche.

Già la decisione del nunzio di presentarsi spontaneamente di fronte alla giustizia francese ad aprile, e anche la sua disponibilità ad incontrare alcune delle presunte vittime, aveva disinnescato un potenziale conflitto diplomatico, data la richiesta francese alla Santa Sede di rinunciare all’immunità.

Il caso del nunzio è scoppiato lo scorso 24 gennaio, quando la Procura della Repubblica di Parigi ha aperto una indagine per “aggressione sessuale” a carico dell’arcivescovo Ventura a seguito di una denuncia partita proprio dal Comune di Parigi.

A febbraio, un altro dipendente del comune di Parigi aveva accusato di molestie il nunzio. La Santa Sede aveva comunicato, tramite la Sala Stampa, di aver appreso “a mezzo stampa” delle denunce e di rimanere in attesa delle indagini. Ora, dopo la scelta di presentarsi spontaneamente alle autorità, la decisione di rinunciare all’immunità diplomatica, sempre in nome della trasparenza.

L’arcivescovo Ventura era regolarmente presente all’incontro con i rappresentanti pontifici che si è tenuta in Vaticano dal 12 al 15 giugno scorsi.

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