Papa Francesco affida gli “emarginati” alla Vergine

Papa Francesco ai piedi della Statua della Madonna di Piazza di Spagna, 8 dicembre 2016
Foto: Daniel Ibanez / ACI Group
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Non solo la corona di fiori. Papa Francesco depone idealmente ai piedi della statua della Vergine Immacolata a Piazza di Spagna tutti gli emarginati della società. Lo fa con una preghiera composta appositamente per l’occasione da lui, in cui porta metaforicamente con sé bambini (specialmente quelli soli), le famiglie in difficoltà, i lavoratori, le vittime del lavoro schiavo .

Quella di Papa Francesco a piazza di Spagna è una visita tradizionale. Il monumento alla Vergine fu benedetto e inaugurato dal beato Pio IX l’8 dicembre 1857, esattamente tre anni dopo averlo proclamato. Si tratta di una statua opera di Giuseppe Obici, posta in cima ad una colonna di 11,81 metri che proviene direttamente dal Campo Marzio. Pio XII cominciò ad inviare fiori a piazza di Spagna nella solennità dell’Immacolata, ma il primo Papa a recarsi personalmente in piazza per rendere omaggio alla Vergine fu Giovanni XXIII. Era il 1958: Papa Roncalli depose ai piedi della statua un cesto di rose bianche e poi si recò anche a Santa Maria Maggiore. La tradizione fu proseguita da Paolo VI, San Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

Ecco la preghiera del Papa:

“O Maria, Madre nostra Immacolata, nel giorno della tua festa vengo a Te, e non vengo solo: porto con me tutti coloro che il tuo Figlio mi ha affidato, in questa Città di Roma e nel mondo intero, perché Tu li benedica e li salvi dai pericoli. Ti porto, Madre, i bambini, specialmente quelli soli, abbandonati, e che per questo vengono ingannati e sfruttati. Ti porto, Madre, le famiglie, che mandano avanti la vita e la società con il loro impegno quotidiano e nascosto; in modo particolare le famiglie che fanno più fatica per tanti problemi interni ed esterni. Ti porto, Madre, tutti i lavoratori, uomini e donne, e ti affido soprattutto chi, per necessità, si sforza di svolgere un lavoro indegno e chi il lavoro l’ha perso o non riesce a trovarlo. Abbiamo bisogno del tuo sguardo immacolato, per ritrovare la capacità di guardare le persone e le cose con rispetto e riconoscenza, senza interessi egoistici o ipocrisie.

Abbiamo bisogno del tuo cuore immacolato, per amare in maniera gratuita, senza secondi fini ma cercando il bene dell’altro, con semplicità e sincerità, rinunciando a maschere e trucchi. Abbiamo bisogno delle tue mani immacolate, per accarezzare con tenerezza, per toccare la carne di Gesù nei fratelli poveri, malati, disprezzati, per rialzare chi è caduto e sostenere chi vacilla. Abbiamo bisogno dei tuoi piedi immacolati, per andare incontro a chi non sa fare il primo passo, per camminare sui sentieri di chi è smarrito, per andare a trovare le persone sole. Ti ringraziamo, o Madre, perché mostrandoti a noi libera da ogni macchia di peccato, Tu ci ricordi che prima di tutto c’è la grazia di Dio, c’è l’amore di Gesù Cristo che ha dato la vita per noi, c’è la forza dello Spirito Santo che tutto rinnova. Fa’ che non cediamo allo scoraggiamento, ma, confidando nel tuo costante aiuto, ci impegniamo a fondo per rinnovare noi stessi, questa Città e il mondo intero. Prega per noi, Santa Madre di Dio!”

Dopo la preghiera della litania dei santi, la deposizione del cesto di rose, la benedizione e il canto del "Tota Pulchra", il Papa saluta la folla e si sofferma con i malati. Si recherà poi a Santa Maggiore, per l'omaggio a Maria Salus Populi Romani. 

 

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