Papa Francesco affida i giovani a San Stanislao Kostka, primo beato gesuita

La tomba di San Stanislao Kostka a Sant'Andrea al Quirinale
Foto: Wikimedia Commons
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Uno dei santi più venerati di Polonia è San Stanislao Kostka, che fu il primo beato della Compagnia di Gesù e morì a 18 anni il 15 agosto 1568. E Papa Francesco, nel 450esimo del suo dies natalis, invia un messaggio ai giovani della diocesi in cui era nato, indicando loro come linea guida il motto del giovane novizio gesuita “Ad maiora natus sum”, sono nato per cose più grandi.

Nel messaggio inviato al vescovo Piotr Libera di Plock, diocesi da cui proveniva il santo patrono dei giovani, Papa Francesco ricorda il pellegrinaggio che i giovani, a settembre, fanno un “pellegrinaggio a piedi da Przasnysz a Rostkowo, dal luogo del suo battesimo al luogo della sua nascita”, commemorando così “la prima tappa della corsa di Stanislao verso la santità”, e ricorda che tutti i giovani “sono capaci di compiere questa corsa”.

“Anche voi – scrive il Papa – siete spinti dall’amore di Cristo e rafforzati dalla sua grazia”.

Papa Francesco invita i giovani ad essere coraggiosi, perché “il mondo ha bisogno della vostra libertà di spirito, del vostro sguardo fiducioso sul futuro, della vostra sete di verità, di bontà e di bellezza”.

In fondo, quello che insegna San Stanislao – nota il Papa – è “quella libertà che non è una corsa alla cieca, ma la capacità di discernere la meta e seguire le vie migliori di comportamento e di vita”, e di “cercare prima di tutto l’amicizia di Gesù”, leggendo e meditando la sua parola e accogliendo “nell’Eucaristia la sua presenza misericordiosa e potente, per resistere ai condizionamenti della mentalità mondana”.

Papa Francesco dice ai giovani che San Stanislao insegna “a non avere paura del rischio e dei sogni di vera felicità”, e invita loro ad essere ispirati dal suo motto “Ad maiora natus sum”.

Stanislao Kostka, nato nel 1550, proveniva da una nobile famiglia. Nel 1563, a 13 anni, fu mandato a studiare a Vienna nella scuola dei gesuiti poi requisita dall’imperatore d’Austria, costringendo anche Stanislao ad un alloggio provvisorio. Lui rimase diligente, si ammalò gravemente e nel corso della malattia decise di far parte dei Gesuiti, fuggì da Vienna alla volta di Dilingen, informò la sua famiglia e poi andò a Roma per il noviziato, nonostante la volontà contraria del padre. Morì a causa di questa grave malattia nel 1568, e fu il primo beato della Compagnia di Gesù.

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