Papa Francesco: "Tanti attendono di conoscere Gesù"

Papa Francesco riceve i Chierici Mariani dell'Immacolata Concezione, Sala del Concistoro, 18 febbraio 2017
Foto: L'Osservatore Romano / ACI Group
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

“Tanti ancora attendono di conoscere Gesù”. Lo dice Papa Francesco ai ai Chierici Mariani dell'Immacolata Concezione, ricevuti in occasione del loro Capitolo Generale, in un discorso in cui ricorda e loda il loro grande lavoro nel campo dell’Evangelizzazione.

Fondata nel XVII secolo Stanislaw Papczynski (santo dallo scorso anno), i religiosi adottarono un abito bianco e si prefissero le finalità di propagare la devozione all'Immacolata Concezione, suffragare le anime del Purgatorio e coadiuvare i sacerdoti nel ministero parrocchiale, specialmente presso le popolazioni rurali. Ebbero una crisi nel XIX secolo, arrivarono ad avere un solo membro a causa delle persecuzioni, ed ebbero nuovo impulso nel XX secolo. Oggi sono presenti in 20 Paesi del mondo. Il loro capitolo attuale riflette sulle leggi e gli ordinamenti della Congregazione.

“il vostro servizio della Parola – dice loro il Papa, dopo aver ricordato l’esempio di San Stanislao - è testimonianza di Cristo Risorto, che avete incontrato nel vostro cammino e che con il vostro stile di vita siete chiamati a portare ovunque vi mandi la Chiesa”.

"Dobbiamo andare avanti con le nuove necessità e le nuove sfide, ma non si può andare avanti senza memoria", aggiunge il Papa a braccio. Nota che non si può andare avanti senza guardare indietro ai fondatori, è una visione "deuteronomica della vita" che "va usata quando si deve aggiornare una Congregazione religiosa." 

Papa Francesco ricorda che la testimonianza cristiana “richiede anche l’impegno con e per i poveri, un impegno che caratterizza il vostro Istituto fin dalle origini”.

"La vicinanza alla gente semplice, come noi", ricorda il Papa. Dice che gli piace il passo di Paolo in cui si dice che "ho conservato la fede" della mamma, della nonna. "Noi non siamo principi e baroni, siamo gente semplice, e per quello ci avviciniamo alle persone semplici... ai poveri, ai malati... è la povertà di Gesù! Non la povertà sociologica".

Il Papa ricorda poi anche l’altra significativa eredità spirituale, che viene dal beato Giorgio Matlaitis – cofondatore della Congregazione, ovvero “la totale dedizione alla Chiesa e all’uomo”.

Il Papa ricorda che la Congregazione è diffusa anche in Africa e Asia e sottolinea che “la grande sfida dell’inculturazione vi chiede oggi di annunciare la Buona Novella con linguaggi e modi comprensibili agli uomini del nostro tempo, coinvolti in processi di rapida trasformazione sociale e culturale”.

Papa Francesco invita la Congregazione a vivere in scia con i grandi santi e coraggiosi testimoni che ne hanno scritto la storia e chiede loro di seguire quella scia “per spingervi, con libertà profetica e saggio discernimento (tutti e due insieme) su strade apostoliche e frontiere missionarie, coltivando una stretta collaborazione con i Vescovi e le altre componenti della Comunità ecclesiale”.

Papa Francesco sottolinea che “tanti attendono ancora di conoscere Gesù, unico Redentore dell’uomo, e non poche situazioni di ingiustizia e di disagio morale e materiale interpellano i credenti”.

Una missione che “richiede conversione personale e comunitaria” perché “solo cuori pienamente aperti all’azione della grazia sono in grado di interpretare i segni dei tempi e di cogliere gli appelli dell’umanità bisognosa di speranza e di pace”.

Il Papa invita infine la Congregazione ad essere coraggiosi nell’affrontare nuove missioni, anche se rischiose, ricordando come lo stesso fondatore ricordava che "per il Signore, nulla è impossibile"

Papa Francesco chiosa che "questo atteggiamento è l'atto di fede nella potenza del Signore: il Signore può, il Signore è capace! La nostra piccolezza è il seme piccolino che cresce... ma il senso di piccolezza è il primo slancio verso la fiducia della potenza di Dio! Andate avanti su questa strada". 

Ti potrebbe interessare