Papa Francesco ai senzatetto: “Perdonateci e aiutateci a sognare”

Papa Francesco incontra i senzatetto, Aula Paolo VI, 11 novembre 2016
Foto: Lucia Ballestrer / ACI Group
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Chiede perdono per tutte le volte che gli uomini di Chiesa si sono voltati dall’altra parte, e chiede ai poveri che insegnino al mondo a sognare. Papa Francesco incontra 4 mila senza tetto dell’Associazione Fratello che sono arrivati in Aula Paolo VI per il loro Giubileo, e – in un discorso pronunciato in spagnolo – riprende il tema della Chiesa povera per i poveri, perché i poveri sono “artigiani della pace”.

Papa Francesco si sofferma su due parole: la passione e il sogno dei poveri, perché questi, come ha detto uno di loro, “in quanto esseri umani non ci differenziamo dai grandi del mondo”.

“La passione che ci fa soffrire, ci mette di fronte delle difficoltà esterne e interne, la passiona della malattia, ma anche la passione per andare avanti. E questa buona passione ci porta a sognare”, dice il Papa.

Cosa sogna un senzatetto, si chiede Francesco. Si dice che non lo sa, ma invita ad osare a sognare, perché “la povertà sta nel cuore del Vangelo e che soltanto chi sente qualcosa guarda in su e sogna. Chi ha tutto non può sognare”.

“Gli umili – ricorda il Papa - seguivano Gesù perché sognavano che lui li poteva curare liberare e lo seguivano e lui li liberano”.

Papa Francesco chiede ai senzatetto a insegnare a “non essere soddisfatti con i nostri sogni, insegnateci a sognare del cuore del Vangelo, dove siete voi”.

Papa Francesco poi parla della dignità dei senzatetto, della loro capacità “di trovare la bellezza nelle situazioni più tristi e sofferente”.

Il Papa dice che sono “poveri, ma non atterrati dalla vita”. Una dignità che hanno anche persone che perdono il lavoro, perché si deve essere “poveri, ma non sfruttati”.

Papa Francesco dice di sapere che “molte volte vi siete trovati con persone che hanno voluto sfruttare la vostra povertà, secondo il quale la vita è bella, questa dignità vi ha salvato dall’essere schiavi”. E allora rimarca: “Poveri sì, schiavi no”, perché la povertà è nel cuore del Vangelo, ma non la schiavitù.

I poveri sanno essere solidali, ricorda il Papa. Uno dei testimoni ha detto di aver trovato “la pace di Cristo che ha cercato”. E invita i poveri a “lavorare per la pace, la pace che per noi cristiani è cominciato è iniziata in una stalla di una famiglia emarginata. La pace che Dio vuole da ciascuno di noi, suoi figli. E voi con la vostra povertà alla vostra situazione siete, potete essere pace artefici di pace”.

Perché “le guerre le fanno i ricchi per avere più territorio, più soldi, più denaro. È molto triste quando la guerra si fa tra i poveri, perché è strano, perché i poveri sono nella loro povertà più propensi ad essere artigiani della pace, credete nella pace date esempi di pace”.

E poi il Papa sottolinea che c’è bisogno di pace nel mondo, ma anche nella Chiesa, ma anche nelle altre confessioni “perché tutte le religioni sono messaggere della pace ma devono crescere nella pace”.

“Questa pace – sottolinea Papa Francesco - che viene dalla sofferenza, dal cuore, cercando armonia che ti dà una dignità. Vi ringrazio che siete venuti a farci visita, siamo testimoni”.

Infine, il Papa chiede perdono ai poveri. Chiede perdono “se qualche volta vi ho offeso con parole o per non aver detto quello che dovevo. In nome dei cristiani che non leggono il Vangelo. Chiedo perdono per ogni volta che noi cristiani dinanzi a un povero guardiamo dall’altra parte. Perdono.”

Perché il perdono dei senzatetto e dei poveri – conclude il Papa – è “acqua benedetta per noi e pulizia”. Ed è un modo di aiutarci “a tornare a credere che nel cuore del Vangelo come un grande messaggio, e non solo per i cattolici, ma tutti. Vorrei una Chiesa per i poveri perché ogni uomo e donna devono vedere che ci sia Cristo nei poveri”.

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