Papa Francesco all’AGESC: “Chiedete una educazione integrale per i vostri figli”

Papa Francesco incontra una rappresentanza dell'AGESC in Sala Clementina, 5 dicembre 2015
Foto: © L'Osservatore Romano Photo
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Un incoraggiamento alle famiglie, perché chiedano “una educazione integrale”, la richiesta di “non svedere mai i valori umani e cristiani di cui siete testimoni nella famiglia, nella scuola, nella società” e l’invito a non farsi prendere dalla “tentazione dei grandi numeri” nel momento in cui molte scuole paritarie chiudono o rischiano di chiudere. Papa Francesco incontra l’Associazione Genitori Scuole Cattoliche per i quaranta anni della fondazione, e il suo discorso è uno sprone alla difesa della libertà di educazione. Con una aggiunta, a braccio: "Bisogna ripristinare il patto educativo, perché il patto educativo si è rotto e dobbiamo ripristinarlo". 

Esorta Papa Francesco: “Non svendete mai i valori umani e cristiani di cui siete testimoni nella famiglia, nella scuola, nella società. Date generosamente il vostro contributo perché la scuola cattolica non diventi mai un ‘ripiego’, o un’alternativa insignificante tra le varie istituzioni formative. Collaborate affinché l’educazione cattolica abbia il volto di quel nuovo umanesimo emerso dal Convegno ecclesiale di Firenze. Impegnatevi affinché per le scuole cattoliche siano veramente aperte a tutti.”

Il discorso del Papa prende le mosse dal suo incontro con gli educatori cattolici al termine del Convegno “Educare oggi e domain”, durante il quale ha evidenziato l’importanza di “promuovere una educazione alla pienezza dell’umanità” e ha esortato ad una educazione inclusiva. È la sfida che si presenta all’AGESC oggi, chiamata a “gettare ponti tra scuola e territorio, tra scuola e famiglia, tra scuola e istituzioni civili”. E, afferma il Papa “non c’è sfida più nobile” di quella di gettare ponti.

Papa Francesco sottolinea che i genitori sono “depositari del dovere e del diritto primario e irrinunciabile di educare i figli, aiutando in tal senso in maniera positiva e costante il compito della scuola”, e li esorta a “richiedere un’educazione conveniente per i vostri figli, un’educazione integrale e aperta ai più autentici valori umani e cristiani. Compete anche a voi, però, far sì che la scuola sia all’altezza del compito educativo che le è affidato, in particolare quando l’educazione che propone si esprime come ‘cattolica’.”

Il Papa chiede che non si sottovaluti l’aggettivo cattolica, perché le sfide non sono facili. C’è la sfida di trasmettere una cultura integrale e non ideologica, c’è quella di favorire l’armonia delle diversità, e tutte richiedono di essere attuate in concreto. Il Papa invita a guardare le “buone pratiche”, e invita i genitori ad essere “essere protagonisti del processo educativo”. 

Afferma il Papa: “Non siate fuori dal mondo, ma vivi, come il lievito nella pasta. L’invito che vi rivolgo è semplice ma audace: sappiate fare la differenza con la qualità formativa. Sappiate trovare modi e vie per non passare inosservati dietro le quinte della società e della cultura. Non destando clamori, non con progetti farciti di retorica. Sappiate distinguervi per la vostra costante attenzione alla persona, in modo speciale agli ultimi, a chi è scartato, rifiutato, dimenticato. Sappiate farvi notare non per la ‘facciata’, ma per una coerenza educativa radicata nella visione cristiana dell’uomo e della società.”

Nota infine il Pontefice: "In un momento in cui la crisi economica si fa sentire pesantemente
anche sulle scuole paritarie, molte delle quali sono costrette a  chiudere, la tentazione dei ’numeri’ si affaccia  con più insistenza, e con essa quella dello scoraggiamento. Ma
nonostante tutto vi ripeto: la differenza si fa con la qualità della  vostra presenza, e non con la quantità di risorse che si è in grado di mettere in campo".  

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