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Papa Francesco, ancora un viaggio alla ricerca del dialogo con l'Islam

La visita in Bahrein è parte della visione del Papa che cerca dialogo ad extra ed unità ad intra

Papa Francesco in Bahrein  |  | Alexey Gotovsky / EWTN Papa Francesco in Bahrein | | Alexey Gotovsky / EWTN

"E' stato un viaggio di incontro" dice Papa Francesco ai giornalisti sul volo dal rientro dal Bahrein.  E di incontri con l'islam, quello moderato e legato soprattutto agli interessi finanziari, e quello con una piccola comunità cristiana fatta soprattutto di immigrati. I cattolici bahreiniti sono pochissimi. 

Ma nessun giornalista sul volo ha chiesto al Papa cosa pensasse del regime di Hamad bin Isa al-Khalifa il sovrano assoluto di questo gruppo di 33 isole al largo della costa orientale dell’Arabia Saudita e a nord della penisola del Qatar.

Sull’onda delle “Primavere Arabe” in Tunisia ed Egitto, nel 2011 in Bahrein ci fu la “Rivolta delle Perle”, contro le discriminazioni confessionali e per chiedere riforme democratiche. La rivolta è stata repressa anche con il sostegno di truppe saudite ed emiratine e ha mobilitato le due compagini religiose del Paese, con i rivoltosi accusati dai media governativi di essere manovrati dal vicino Iran. Negli anni successivi sono stati arrestati numerosi attivisti con l’accusa di terrorismo, estremismo e violenza. 

Nel Rapporto sulla libertà religiosa di Aiuto alla Chiesa che soffre si parla di discriminazione, e anche politicamente certo non si può parlare di democrazia. 

Ma Papa Francesco ha deciso di andare in ogni paese dove c'è un meeting interreligioso, soprattutto per cercare un dialogo con l'Islam. Quello moderato. 

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Ai cattolici il Papa chiede proprio di sostenere questo dialogo. Del resto una delle più consolidate regole della diplomazia vaticana è quella di non mettere mai in difficoltà una Chiesa locale che vive in luogo "difficile". Anche se il terreno per la nuova cattedrale è un regalo dello sceicco locale. E così il Papa ricorda alle autorità al suo arrivo, che gli impegni vanno tradotti "costantemente in pratica, perché la libertà religiosa diventi piena e non si limiti alla libertà di culto; perché uguale dignità e pari opportunità siano concretamente riconosciute ad ogni gruppo e ad ogni persona; perché non vi siano discriminazioni e i diritti umani fondamentali non vengano violati, ma promossi. Penso anzitutto al diritto alla vita, alla necessità di garantirlo sempre, anche nei riguardi di chi viene punito, la cui esistenza non può essere eliminata".

Così Papa Francesco insegue il dialogo coll'Islam, e cerca quando parla ai giornalisti, di spiegare anche cosa pensa della situazione in Ucraina. La pace e il diritto si difendono con il dialogo e non certo con le armi.

E prima ancora del dialogo il Papa chiede l'unità tra cristiani, ma anche tra cattolici, "cerchiamo di essere custodi e costruttori di unità" dice a vescovi sacerdoti e catechisti nella antica chiesa del Sacro Cuore a Manama prima di tornare in Vaticano.