Papa Francesco, contro il virus sociale dell’indifferenza l’antidoto è la fraternità

Il video messaggio in occasione del Webinar organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale per la Giornata del Malato

Il logo della giornata
Foto: www.humandevelopment.va
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

“Questo tempo di pandemia ci sta insegnando ad avere uno sguardo sulla malattia come fenomeno globale e non solo individuale, e ci invita a riflettere su altri tipi di “patologie” che minacciano l’umanità e il mondo”. Papa Francesco lo dice nel videomessaggio che ha inviato ai partecipanti al Webinar organizzato dal Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, che si tiene oggi sul tema Giornata Mondiale del Malato: significato, obbiettivi e sfide, in occasione della XXX Giornata Mondiale del Malato.

“Individualismo e indifferenza all’altro - dice il Papa - sono forme di egoismo che risultano purtroppo amplificate nella società del benessere consumistico e del liberismo economico; e le conseguenti disuguaglianze si riscontrano anche nel campo sanitario, dove alcuni godono delle cosiddette “eccellenze” e molti altri stentano ad accedere alle cure di base. Per sanare questo “virus” sociale, l’antidoto è la cultura della fraternità, fondata sulla coscienza che siamo tutti uguali come persone umane, tutti uguali, figli di un unico Padre. Su questa base si potranno avere cure efficaci e per tutti. Ma se non siamo convinti che siamo tutti uguali, la cosa non andrà bene”.

Per Papa Francesco ha ricordato poi i carismi nel campo sanitario che vanno rinnovati “perché non manchi la vicinanza alle persone sofferenti”. Pensando a tutti coloro che operano in campo sanitario il Papa concluse: “assicuro il mio ricordo nella preghiera, perché il Signore doni loro la capacità di ascoltare i malati, di avere pazienza con loro, di prendersene cura in modo integrale, corpo, spirito e relazioni. E prego in modo particolare per tutti i malati, in ogni angolo del mondo, specialmente per coloro che sono più soli e non hanno accesso ai servizi sanitari”.

 

 

Ti potrebbe interessare