Papa Francesco, contro la tratta serve una economia di cura solidale e coraggiosa

Il videmessaggio per la VII Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che quest’anno ha per tema “Economia senza tratta di persone”.

Papa Francesco in visita alla Comunità Giovanni XXIII nel 2016
Foto: Vatican Media
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Una economia senza tratta è economia di cura, con regole di mercato che promuovono la giustizia e coraggiosa.

Papa Francesco lo sottolinea nel video messaggio inviato ai partecipanti alla Maratona di preghiera online che si svolge in occasione della VII Giornata internazionale di preghiera e riflessione contro la tratta di persone, che quest’anno ha per tema “Economia senza tratta di persone”. 

Il Papa apre il messaggio ricordando la importanza assoluta della preghiera: “c’è bisogno di pregare per sostenere le vittime della tratta e le persone che accompagnano i processi di integrazione e di reinserimento sociale. C’è bisogno di pregare perché impariamo ad avvicinarci con umanità e coraggio a chi è segnato da tanto dolore e disperazione, tenendo viva la speranza. Pregare per essere sentinelle capaci di discernere e fare scelte orientate al bene. La preghiera tocca il cuore e spinge ad azioni concrete, ad azioni innovative, coraggiose, che sanno assumere il rischio confidando nella potenza di Dio”.

Rimanda per alcuni spunti al suo discorso al convegno L’ Economia di Francesco e poi aggiunge tre punti.

Economia di cura, cioè “economia solidale: lavoriamo per una solidità che si coniuga con la solidarietà”. Per il Papa “La tratta di persone trova terreno fertile nell’impostazione del capitalismo neoliberista, nella deregolamentazione dei mercati che mira a massimizzare i profitti senza limiti etici, senza limiti sociali, senza limiti ambientali”. Serve coraggio cioè “l’audacia della costruzione paziente, della programmazione che non guarda sempre e solo al vantaggio a brevissimo termine, ma ai frutti a medio e lungo termine e, soprattutto, alle persone”.

E il Papa conclude: “nella crisi la tratta prolifera; dunque occorre rafforzare un’economia che risponda alla crisi in maniera non miope, in maniera durevole, in maniera solida”.

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