Papa Francesco, Dio non può lasciare di esserci padre

L'udienza del Papa alle Istituto Maestre Pie Filippini e delle Diocesi di Viterbo e Civitavecchia-Tarquinia, ricevuti in occasione del 350° anniversario della nascita di Santa Lucia Filippini

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez/ EWTN
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“Non basta riempire la testa di idee, questo non è educare; educare è trasmettere vita. Ed essere maestri è vivere una missione”.  Papa Francesco lo ha detto ai pellegrini dell’Istituto Maestre Pie Filippini e delle Diocesi di Viterbo e Civitavecchia-Tarquinia, ricevuti  in occasione del 350° anniversario della nascita di Santa Lucia Filippini.

“Questo Anno giubilare è per ciascuno di voi un tempo prezioso: è come un risalire alle sorgenti per attingere energie nuove per il futuro” spiega il Papa che ripercorre il carisma della fondatrice che 

“di solito viene rappresentata con il Crocifisso in mano oppure in atto di indicarlo. Sapeva insegnare a tanti, anzitutto perché lei stessa non smetteva di essere discepola di Gesù Maestro e di stare davanti alla sua cattedra, cioè la croce”.  E, dice il Papa Gesù si testimonia per cui è fondamentale “la nostra apertura agli altri: chi conosce il Signore non si chiude in sacrestia, ma vive per servire, senza preoccuparsi di dove o che cosa gli venga richiesto di fare”. 

Il Papa ha parlato anche del problema della mancanza di vocazioni e indica una strada: “noi non siamo chiamati anzitutto a “mettere al centro” Gesù, come se fossimo noi i protagonisti; siamo chiamati prima di tutto a toglierci dal centro, che spetta a Lui. A vivere la consacrazione come chiamata al servizio. È questo che permette a Gesù di operare in noi come vuole e di insegnarci a vincere la rassegnazione e le nostalgie, a leggere la nostra epoca complessa, a imboccare con coraggio vie nuove al passo con i tempi”. 

Per il Papa il “segreto” del carisma di Santa Lucia Filippini è vivere “con una costante fiducia in Dio, perché Lui – diceva – «non può lasciare di essermi padre»”. 

E aggiunge il Papa. “spesso, nella vita, ci preoccupiamo perché dobbiamo lasciare tante cose: alcune sicurezze, gli anni della gioventù, un po’ di salute, magari persone care, e così via… Ebbene, se nella vita ci sono persone e cose che prima o poi bisogna lasciare, c’è una presenza che non ci lascerà mai, una certezza fondamentale che ci accompagnerà sempre e che niente e nessuno potrà mai cancellare: Dio non può lasciare di essermi padre”. 

 

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