Papa Francesco è arrivato in Cile, prima tappa del suo 22esimo viaggio

Cerimonia di benvenuto in Cile
Foto: ACI Prensa
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Papa Francesco è arrivato in Cile, all’aeroporto di Santiago alle ore 19,14 di questa sera (23.14 ora di Roma). Il Papa viene accolto dal Presidente della Repubblica, dal Cardinale Ricardo Ezzati Andrello, Arcivescovo di Santiago e da Monsignor Santiago Silva Retamales, Presidente della Conferenza Episcopale del Cile. Alcuni bambini, in abito tradizionale, offrono dei fiori a Papa Francesco. E' un clima di festa, il Papa abbraccia calorosamente i tre bambini.

Come consueto il Papa ha inviato i telegrammi ai Capi di Stato delle nazioni sorvolate: Francia, Spagna, Marocco, Capo Verde, Senegal, Brasile, Paraguay e Argentina. Il Papa assicura preghiere e invoca pace e prosperità per tutti questi paesi. E’ la prima volta che Francesco sorvola il suo paese, da Papa.

Un coro di bambini accompagna l’arrivo del Papa a Santiago del Cile. Francesco conosce bene questo paese, abitò le terre cilene per un anno durante i suoi studi. E il Papa infatti lo ricorda ai giornalisti: "Non sarà tanto difficile questo viaggio perché nel Paese ha studiato un anno, ho tanti amici, conosco". Invece, ha continuato, "in Perù conosco meno, sono andato tre volte per convegni, incontri".

Prima di lasciare Casa Santa Marta, Papa Francesco, ormai come consuetudine prima di un viaggio apostolico internazionale, ha salutato i genitori e la nonna di una ragazza romana investita mortalmente vicino alla propria casa, a quattro giorni dal compimento del suo diciottesimo compleanno, accompagnati da Monsignor Konrad Krajewski, Elemosiniere di Sua Santità.

Francesco regala poi ai settanta giornalisti presenti sul volo un'immaginetta che ritrae una foto scattata a Nagasaki nel 1945 dal fotografo americano Joseph Roger O'Donnell. C’è un bambino che aspetta di far cremare il fratellino minore deceduto in seguito ai bombardamenti atomici di Hiroshima e Nagasaki in Giappone. Francesco si è commosso nel vedere, per caso, questa foto, e ha voluto distribuirla a tutti per mostrare quali siano i frutti della guerra: “La tristezza del bambino solo si esprime nel suo gesto di mordersi le labbra che trasudano sangue”. Francesco commenta ai giornalisti:" Ho pensato di farla stampare e darvela perché un'immagine del genere commuove e più di mille parole per questo ho voluto condividerla con voi e grazie per il vostro lavoro".

Nessun programma per oggi. Solo una breve sosta alla parrocchia San Luis Beltran, dove il Papa visita la tomba del cosiddetto “Vescovo dei Poveri”. È il primo “atto” che compie Papa Francesco al suo arrivo in terra cilena. La visita alla tomba di Monsignor Alvear è una delle modifiche decise, in accordo con il Vaticano, dalla Commissione nazionale che cura la visita del Santo Padre in Cile. Il Papa – si legge in un comunicato della Commissione – arriverà all’aeroporto internazionale di Santiago e da lì si recherà a bordo di un veicolo chiuso alla parrocchia San Luis Beltran, di Pudahuel, dove farà una visita alla tomba di monsignor Alvear, morto nel 1982 e noto come il “Vescovo dei poveri” per il suo straordinario lavoro con i più bisognosi.

Poi, presa la papamobile, il Papa percorre il tratto finale verso la nunziatura apostolica. Anche qui una piccola cerimonia di benvenuto lo accoglie. Tante persone gli chiedono una benedizione, una foto. Il Palazzo dell’Arcivescovado dove è accolto il Papa si trova nel settore orientale della capitale, nel comune di Providencia. L’ubicazione attuale risale al 1969, quando vi viene trasferita per volontà di Paolo VI, il quale nomina in veste di nunzio l’allora arcivescovo di Merida Antigua, Monsignor Sótero Sanz de Villalba, noto teologo. Al suo nome è stata intitolata la strada, anticamente detta Montolín.

Domani, quando in Italia saranno circa le 12,10 e in Cile le 8,10, il Papa si trasferisce al Palacio de La Moneda a Santiago per gli incontri con le autorità e per il suo primo intenso giorno di attività in terra cilena.

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