Papa Francesco e la cura dei malati, la sua teologia spiegata dal Cardinale Turkson

Il Cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio allo Sviluppo Umano Integrale, durante la missione in India
Foto: Vatican IHD
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La teologia di Papa Francesco sulla cura dei malati è basata sul vedere Cristo sul volto del malato e del sofferente e sul considerare i malati un tesoro prezioso della Chiesa: lo ha spiegato il Cardinale Peter Turkson, prefetto del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale, in una conferenza tenuta a Calcutta lo scorso 9 febbraio.

La conferenza è parte di una missione del dicastero in India, in occasione della Giornata Mondiale del Malato, lì nella terra dove Madre Teresa, proclamata santa nel 2016, si curò più di tutti malati e sofferenti.

Nella sua conferenza tenuta a Kolkata, il Cardinale Turkson è partito dalla parabola del Buon Samaritano per delineare l’attitudine della Chiesa verso i malati – attitudine testimoniata dal gran numero di istituzioni sanitarie cattoliche in tutto il mondo – e per arrivare a delineare quello che Papa Francesco pensa e fa per i malati, ripercorrendo i suoi discorsi e le sue omelie.

Il Cardinale Turkson ha ricordato che Papa Francesco ha detto che la carne di Cristo è “presente quasi fisicamente nel povero, nei sofferenti, nei bambini, anche in quelli che non sono desiderati, che hanno disabilità fisiche e mentali, e negli anziani”.

Non solo. Papa Francesco ha notato che “la salute è certamente un valore importante, ma non determina il valore di una persona”, e che “la salute da sola non garantisce felicità”.

Il Cardinale Turkson ha notato anche un’altra visione di Papa Francesco, che è quella che “i malati sono un tesoro prezioso per la Chiesa”, e che quindi “gli operatori sanitari e quelli che si dedicano ad accompagnare i malati nelle loro prove sono invitati dunque da Papa Francesco ad andare oltre il semplice accompagnamento, oltre il dovere di solidarietà, e ad apprezzare pienamente la presenza e la testimonianza delle persone fragili e sofferenti”.

L’accompagnamento del malato va fatto “seguendo l’esempio di Cristo che ha condiviso il dolore”, e Papa Francesco mette in luce che “una società accoglie davvero la vita quando la riconosce come tale e preziosa allo stesso modo anche in età avanzata, nella disabilità, nella malattia e quando sta lentamente spegnendosi”.

Per Papa Francesco, ci sono due condizioni per servire la persona sofferente: la prima è il servizio, e la seconda è quella di saper partecpare al dolore.

Ma si deve anche portare “la speranza e l’amore di Dio”, mentre la Chiesa è chiamata ad avere compassione.

Sottolinea il Cardinale Turkson che “l’accompagnamento e la preoccupazione per il malato coinvolge anche problem etici e bioetici”, perché non c’è dubbio che le condizioni di vita sono significativamente migliorate, e questo porta anche con sé domande sui temi del fine vita.

La missione del Dicastero per il Servizio dello Sviluppo Umano Integrale ha ruotato intorno ai tre concetti del donarsi all’altro, prendersene cura e averne compassione.

La Delegazione si fa portavoce del messaggio del Papa per la Giornata mondiale del malato che quest’anno ha per tema: “Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”.

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