Papa Francesco e le quattro "vicinanze " dei vescovi

La omelia di Santa Marta con una catechesi per i vescovi

Il Papa a Santa Marta
Foto: Vatican Media
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Il “ministero come un dono”,  e il vescovo deve avere quattro "vicinaze", su questo tema il Papa oggi ha proposto la sua riflessione nella omelia della messa celebrata nella Cappella dello Spirito Santo a Casa Santa Marta.

No alle  chiacchiere, e alle discussioni stupide dice il  Papa che indeboliscono la vita ministeriale: “ “Quando un ministro,  sia sacerdote, diacono, vescovo, incomincia ad attaccarsi ai soldi”, si lega alla radice di tutti i mali.

Come riporta vaticannews.va nella sua omelia il Papa si concentra sui consigli che l’apostolo Paolo dà a Timoteo e a tutti i ministri nelle due Lettere.

Il  vescovo “è un uomo di vicinanza a Dio” e quindi  “Il primo compito di un vescovo” è pregare e

la seconda vicinanza alla quale è quella ai suoi sacerdoti e diaconi, i suoi collaboratori, che sono i vicini più prossimi.

E’ triste quando un vescovo si dimentica dei suoi sacerdoti: “vicinanza ai sacerdoti. E i sacerdoti, vivano la vicinanza tra loro, non le divisioni. Il diavolo entra lì per dividere il presbiterio”.

Il Papa parla della vicinanza al Popolo di Dio. “Quando un vescovo si stacca dal popolo di Dio - dice Francesco - finisce in un’atmosfera di ideologie che non hanno niente a che fare con il ministero: non è un ministro, non è un servitore. Ha dimenticato il dono, gratuito, che gli è stato dato”.

Ecco le “quattro vicinanze”:  la vicinanza a Dio, la preghiera; la vicinanza ai sacerdoti da parte del vescovo e dei sacerdoti con il vescovo; la vicinanza dei sacerdoti tra loro e dei vescovi tra loro e la vicinanza al popolo di Dio. Il quale, esorta con decisione, è invitato a pregare perché vescovi e sacerdoti abbiano queste vicinanze, “per i vostri dirigenti”: “quelli che vi conducono sulla via della salvezza”.

E conclude con una domanda: “Voi pregate per i vostri sacerdoti, per il parroco, per il vice parroco, o soltanto lo criticate? Bisogna pregare per i sacerdoti e per i vescovi, perché tutti noi, il Papa è un vescovo,  sappiamo custodire il dono,  non trascurare questo dono che ci è stato dato,  con questa vicinanza”.

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