Papa Francesco ha deciso: i media vaticani sotto un unico ombrello

Comunicazione Vaticana, Mostra per gli 80 anni di Radio Vaticana, 2011
Foto: Alan Holdren / CNA
Facebook Twitter Google+ Pinterest Addthis

Una Segreteria per la Comunicazione per la Santa Sede. Dopo lo stabilimento di un Comitato per la Comunicazione, e poi l’annuncio di una commissione per valutare le proposte del Comitato, comincia con un motu proprio di soli 4 articoli il piano di Papa Francesco per la razionalizzazione dei media vaticani. Per ora – ma il piano è di quattro anni, come è stato annunciato al termine dell’ultimo Consiglio dei Cardinali – si stabilisce una Segreteria per la Comunicazione, ma tutti i dicasteri che sono sotto il suo ombrello continuano le loro regolari attività. Solo successivamente si definirà come strutturare tutto il piano di comunicazione vaticano.

A partire da lunedì 29 giugno, dunque, Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali, Sala Stampa della Santa Sede, Servizio Internet Vaticano, Radio Vaticana, Centro Televisivo Vaticano, L’Osservatore Romano, Tipografia Vaticana, Servizio Fotografico, Libreria editrice Vaticana sono sotto l’ombrello del nuovo dicastero, che per ora prende sede in Palazzo Pio.

L’articolo 2 del Motu Proprio sottolinea che “tali organismi, dalla data di pubblicazione del presente Motu Proprio, dovranno proseguire nelle attività proprie, attenendosi, però, alle indicazioni date dalla Segreteria per la Comunicazione.”

In pratica c’è un accentramento del controllo dei contenuti editoriali, una sorta di coordinamento che viene ufficializzato con la decisione della Segreteria di non aprire un sito internet ad hoc, ma di assumere – si legge nell’articolo 3 – il sito web istituzionale della Santa Sede www.vatican.va e l’account twitter del Papa @pontifex.

Il Prefetto della Segreteria per la Comunicazione è stato nominato Mons. Dario Edoardo Viganò, Direttore del Centro Televisivo Vaticano. Sarà coadiuvato da Mons. Lucio Adrian Ruiz, capo ufficio del Servizio Internet Vaticano. Direttore Generale è stato scelto Paolo Nusiner, che è anche dg di Avvenire, Nuova Editoriale Italiana, mentre il vice direttore generale sarà Giacomo Ghisani, Capo Ufficio Relazioni Internazionali e Affari Legali della Radio Vaticana e Membro del Consiglio di Amministrazione del Centro Televisivo Vaticano.

La nomina di mons. Viganò lascia pensare che il Centro Televisivo Vaticano assumerà un ruolo centrale nella comunicazione e nella diffusione di informazioni di questo pontificato. D’altronde, Papa Francesco è molto attento a rendere visibili i suoi gesti, e la cura dell’immagine è fondamentale in un pontificato moderno. Per quello, sorprendeva che mons. Viganò fosse stato escluso del Comitato della Comunicazione, insieme anche ad altri organismi chiave della comunicazione vaticana come la Libreria Editrice Vaticana.

Colpisce, piuttosto, la presenza del direttore generale dell’editrice di Avvenire, il quotidiano della Conferenza Episcopale Italiana. Significa questo che il quotidiano della CEI sarà sempre più affiancato ai media vaticani in questo pontificato? E perché altri quotidiani delle conferenze episcopali nel mondo non sono stati tenuti in considerazione? Forse che la presenza di Nusiner è intesa per creare una rete e un coordinamento con i vari quotidiani e media cattolici nel mondo?

Comprendere la ‘ratio’ che ha portato a queste scelte è fondamentale per comprendere quale indirizzo prenderanno i media vaticani. L’introduzione del Motu Proprio sottolinea che “l’attuale contesto comunicativo, caratterizzato dalla presenza e dallo sviluppo dei media digitali, dai fattori della convergenza e dell’interattività, richiede un ripensamento del sistema informativo della Santa Sede e impegna ad una riorganizzazione che, valorizzando quanto nella storia si è sviluppato all’interno dell’assetto della comunicazione della Sede Apostolica, proceda decisamente verso una integrazione e gestione unitaria.”

Il servizio internet del Vaticano sarà sempre più potenziato. Il fatto che non si proceda ad una ristrutturazione completa dei media, ma si affianchi una Segreteria portando probabilmente gli incarichi di ciascun medium interessato a scadenza, testimonia anche la volontà di non procedere a rivoluzioni, che porterebbero con sé un pesante carico di tagli e di licenziamenti.

Questo è comunque solo il primo passo di un progetto che si definirà in quattro anni, secondo quanto annunciato. Padre Federico Lombardi, direttore della sala Stampa Vaticana, ha sottolineato in un briefing con i giornalisti che "il Papa ha ritenuto fosse arrivato il momento di procedere. Mi sembra molto buono che si entri  in una fase operativa". E ha aggiunto: "Si tratterà di un processo ampio per cui occorrerà tempo per entrare  a pieno regime. Siamo in un tempo in cui il sistema comunicativo si è rivoluzionato per cui è cosa opportuna la 
riforma della comunicazione". Si attendono dunque le prossime mosse. 

 

Ti potrebbe interessare