Papa Francesco, il rischio oggi è perdere la bellezza dell'altro volto della vita

Papa Francesco
Foto: Aci Group
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Il tema scelto per la sessione del 2018 della Assemblea delle Accademie Pontificie,” “Eternità, l’altro volto della vita”, ci stimola a riflettere nuovamente e maggiormente su un ambito, non solo teologico, che, pur essenziale e centrale nell’esperienza cristiana, risulta piuttosto trascurato, tanto nella ricerca teologica degli ultimi anni quanto, soprattutto, nell’annuncio e nella formazione dei credenti”.

Così Papa Francesco ha salutato l’evento che ogni hanno riunisce tutte le accademie intorno ad un tema.

Il cardinale Ravasi ha letto in apertura della seduta la riflessione del Papa sul Simbolo degli Apostoli “nucleo essenziale della fede cristiana”  nella sua parte escatologica che però, dice Francesco “nella catechesi e nella celebrazione, non trova lo spazio e l’attenzione che merita. Si ha talvolta l’impressione che questo tema sia volutamente dimenticato e tralasciato perché apparentemente lontano, estraneo alla vita quotidiana e alla sensibilità contemporanea”.

La chiusura degli orizzonti trascendenti è una questione tipica della nostra epoca “il futuro oltre la morte appare, in questo contesto, inevitabilmente ancora più lontano, indecifrabile o del tutto inesistente”.

Ma ci sono anche altri motivi per la scarsa attenzione alla escatologia:” il linguaggio tradizionale, usato nella predicazione o nella catechesi per annunciare questa verità di fede, può apparire oggi quasi incomprensibile e trasmette talvolta un’immagine poco positiva e “attraente” della Vita eterna. L’altro volto della vita può, così, essere percepito come monotono e ripetitivo, noioso, persino triste o del tutto insignificante e irrilevante per il presente”.

Nel suo messaggio il Papa ricorda l’insegnamento in proposito di Gregorio di Nissa e  San Tommaso d’Aquino: “la riflessione dei Padri della Chiesa e dei grandi teologi dovrebbe allora aiutarci e incoraggiarci a riproporre efficacemente e appassionatamente, sia con un linguaggio adeguato alla nostra quotidianità sia con la opportuna profondità, il cuore della nostra fede, la speranza che ci anima e che dà forza alla testimonianza cristiana nel mondo: la bellezza dell’Eternità”.

L’auspicio del Papa è che “sia a livello teologico sia a livello di annuncio, di catechesi e di formazione cristiana, si rinnovi l’interesse e la riflessione sull’eternità, senza la quale la dimensione del presente diventa priva di un senso ultimo, della capacità di rinnovamento, della speranza nel futuro”.

Il premio che ogni anno viene assegnato a due studiosi quest’anno è andato a Stefano Abbate, per la Tesi dottorale dal titolo La secularización de la esperanza cristiana a través de la gnosis y el ebionismo. Estudio sobre el mesianismo moderno; e  a Francisco Javier Pueyo Velasco, per l’opera La plenitud terrena del Reino de Dios en la historia de la teología”. Inoltre il Papa ha assegnato la “Medaglia del Pontificato al dott. Guillermo Contín Aylón, per la Tesi “Vado ad Patrem. La Ascension de Cristo en el Comentario a Juan de santo Tomas de Aquino”.

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