Papa Francesco in Messico, una Messa alla frontiera e due lingue indigene

Papa Francesco in Papamobile
Foto: Archivio CNA
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Quello da cui Papa Francesco celebrerà Messa a Ciudad Juarez, nell’ultima tappa del suo viaggio in Messico, sarà un altare montato in modo che si possa vedere sul lato americano e sul lato messicano. Dal Messico, Papa Francesco guarderà al di là della rete, che divide una comunità, due diocesi e rappresenta confine tra i disperati e la speranza. Sarà così che il Papa concluderà il suo viaggio in Messico, che avrà luogo dal 12 al 18 febbraio.

Che poi si dovrebbe chiamare viaggio a Cuba e in Messico, dato lo straordinario annuncio dell’incontro a Cuba tra il patriarca ortodosso di Russia Kirill e il Papa, che farà scalo en la isla durante il suo percorso verso il Messico.

Per quanto riguarda il viaggio in Messico, Papa Francesco ha voluto un viaggio con la gente e in mezzo alla gente, lontano da ogni tipo di clamore diplomatico. E lo spiegano alcune scelte che padre Federico Lombardi, direttore della Sala Stampa della Santa Sede, ha illustrato nel suo consueto briefing che tiene con i giornalisti prima di ogni viaggio internazionale.

Manca dall’agenda l’incontro con il mondo della cultura, inizialmente previsto nella sera di domenica 14 febbraio. Ma ciò è dovuto – spiega Padre Lombardi – “al fatto che Papa Francesco andà ad Ecatepec per dire Messa. E lì il posto è molto ventoso, la notte fa freddo. Così è stato chiesto di non celebrare Messa troppo presto di mattina. Si è spostato in avanti il programma. Tornando tardi a Città del Messico, il Papa ha preferito non cancellare l’appuntamento all’ospedale Pediatrico Federico Gomez”.

Un incontro che sarà riservato, racconta padre Lombardi, perché il Papa si vuole fermare personalmente in ogni stanza, con i suoi tempi. E ci sarà anche un momento di raccoglimento privato davanti alla Vergine di Guadalupe, dopo la Messa che si terrà la sera del 13 febbraio.

Ci saranno i consueti bagni di folla, in un Messico che adora i Papi: Giovanni Paolo II ci andò 5 volte, Benedetto XVI vi compì una tappa di uno dei suoi ultimi viaggi, e ora ci va Papa Francesco, il primo Papa latino americano. Il quale, arrivato dall’aeroporto, percorrerà in Papamobile scoperta i 18 chilometri che lo separano dalla sede della nunziatura.

Sarà sempre in nunziatura, Papa Francesco, con vari spostamenti aerei e in elicottero. In Chiapas, a San Cristobal de Las Casas di cui fu primo vescovo il missionario domenicano Bartolomé de Las Casas, dirà messa e consegnerà il decreto che permetterà l’uso di due lingue indigene per la celebrazione della Messa, lingue che saranno utilizzate anche in alcune parti di quella stessa celebrazione. E sempre in Chiapas incontrerà le famiglie, ascolterà le testimonianze di alcuni, risponderà alle loro esigenze.

A Morelia, in una diocesi nota per i suoi problemi di narcotraffico e criminalità, Papa Francesco incontrerà i giovani allo stadio, e anche lì ascolterà alcune testimonianze. E poi c’è Ciudad Juarez, al Nord del Paese, dove incontrerà il mondo del lavoro.

Lì dirà Messa, in uno spiazzale diviso da una rete, come succede quando si celebra la giornata del Migrante, quando addirittura l’altare si posiziona in modo che sia diviso da una rete. E da lì ci sarà il suo congedo al Messico.

Ci potrebbero essere alcuni incontri privati, ma in generale le delegazioni – familiari di vittime, associazioni anti-narcos e via dicendo – dovrebbero poter incontrare il Papa proprio a Ciudad Juarez, durante le occasioni pubbliche. Tra questi, ci dovrebbero essere i familiari dei 43 studenti della scuola rurale di Ayotzinapa, nello Stato di Guerrero, che scomparvero improvvisamente il 26 settembre 2014 (e altri sei furono assassinati e cinque feriti in quella notte), in circostanze misteriose.

Poi c’è anche la possibilità che il Papa renda omaggio in Chiapas alla tomba di Samuel Ruiz, che fu vescovo della zona e che si distinse per l’ordinazione di moltissimi diaconi permanenti tra il popolo indigeno, ma anche per una vicinanza al subcomandante Marcos. Una figura controversa, vicina alla Teologia della Liberazione. Si è pensato che il Papa potesse rendere omaggio alla sua tomba. Padre Federico Lombardi si è limitato a dire che “il Papa farà visita alla Cattedrale, e lì è sepolto il vescovo Ruiz. Di certo il Papa si fermerà ad adorare il Santissimo Sacramento. Non è prevista una sosta alla tomba, ma il Papa può tranquillamente fermarsi a pregare di fronte alla tomba”.

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