Papa Francesco in Perù: “Maria sarà sempre una Madre meticcia”

Papa Francesco in Plaza de Armas, Trujillo, Perù, 20 gennaio 2018
Foto: Alvaro de Juana / ACI Group
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Una “madre meticcia”, perché in lei “trovano posto tutte le razze”: così Papa Francesco descrive la Vergine Maria, nella Plaza de Armas, in una veglia mariana durante la quale la statua della virgen de la Puerta de Otuzco, conosciuta come la “Mamita de Otuzco”, viene incoronata madre della Misericordia e della speranza. 

Ed è l’ennesimo atto di omaggio di Papa Francesco agli indigeni, alle popolazioni meticce dell’America Latina che cercano considerazione. Dal pranzo con i Mapuche in Cile ad oggi, i discorsi del Papa sono tutti incentrati su questa possibilità del meticciato, che ha reso viva la fede del popolo latino-americano, come il Papa aveva già sottolineato nell'omelia per la Messa per la festa della Madonna di Guadalupe lo scorso 13 dicembre.

A custodire la “mamita” sono infatti abitanti di Otuzco, che la portano in processione con maschere nere a ricordare gli schiavi che arrivavano nel Paese. Si identificano con gli schiavi coloniali dell’epoca, camminando con una cadenza che ricorda appunto quella dei lavoratori dei campi.

La statua ha viaggiato 50 chilometri, nella “Regione della libertà”, per arrivare fino a Trujillo, dove ha pernottato nella Cattedrale di Santa Maria, l’edificio color del miele che domina la Plaza de Armas, più volte distrutta dai terremoti e più volte ricostruita. Anche nella cattedrale, la storia indigena: le tele presenti risalgono all’antica scuola di pittura di Cuzco, che mescola la tradizione occidentale e tratti della pittura indigena e meticcia.

Ma la vera protagonista è lei, la Vergine de la Puerta. Tanto che il Papa, al termine dell’omelia del mattino, cita il canto “Virgencita de la Puerta”. Il Papa la incorona. La statua fu già coronata nel 1943 dal nunzio Fernando Cento, in rappresentanza di Pio XII, con il titolo di “Patrona del Nord del Perù e Regina della Pace Universale”, e da San Giovanni Paolo II, nel 1985, durante la sua prima visita in Perù, che la incoronò come Regina della Pace Mondiale. 

È il culmine di una intensa giornata, per Papa Francesco. Dopo l’incontro con sacerdoti, religiosi e seminaristi delle circoscrizioni Nord, che ha fatto seguito alla Messa del mattino e ad una visita nel quartiere Buenos Aires,  va nella Plaza de Armas, gremita di pellegrini arrivati da ogni dove, che hanno trasformato la piazza – dice il Papa – “in un santuario a cielo aperto in cui tutti vogliamo lasciarci guardare dalla madre, dal suo materno e tenero sguardo”.

È in quella piazza – aggiunge Papa Francesco – che si custodisce la memoria “di un popolo che sa che Maria è Madre e non abbandona i suoi figli”. Oltre alla Statua della Vergine, ci sono altre immagini che sono parte fondamentale della storia locale, e Papa Francesco le menziona tutte: la Santissima Croce di Chalpón de Chiclayo, il Signore Prigioniero de Ayabaca, la Vergine delle Grazie de Paita, il Divino Bambino del Miracolo de Eten, la Vergine Addolorata di Cajamarca, la Vergine dell’Assunzione di Cutervo, la Immacolata Concezione di Chota, la Nostra Signora di Alta Grazia di Huamachuco, Santo Toribio di Mogrovejo di Tayabamba (Huamachuco) – il santo che Papa Francesco ha indicato come esempio ai vescovi peruviani nella visita ad limina dello scorso maggio -, la Vergine Assunta di Chachapoyas, la Vergine dell’Assunzione di Usquil, la Vergine del Soccorso di Huanchoco, alle Reliquie dei Martiri Conventuali de Chimbote.

La varietà di immagini sono l’esempio, per il Papa, che “ogni angolino di questa terra viene accompagnato dal volto di un santo, dall’amore per Gesù e per sua madre”, cosa che mostra “la delicatezza del nostro Dio” che “cerca di avvicinarsi ad ognuno nella modalità in cui può accoglierlo”, e nella lingua che permette di comprenderlo perché “la lingua dell’amore di Dio si pronuncia sempre in dialetto”.

Da qui, la sollecitudine di Maria, che – afferma Papa Francesco – “sarà sempre una Madre meticcia, perché nel suo cuore trovano posto tutte le razze, perché l’amore cerca tutti i mezzi per amare ed essere amato”.

E poi si rivolge alla Vergine della Porta di Otuzco, prima dell’incoronazione. E il Papa ne racconta la storia di questa Vergine cara che “nei secoli passati, dimostrò il suo amore per i figli di questa terra quando, collocata sopra una porta, li difese dalle minacce che li affliggevano, suscitando l’amore di tutti i peruviani fino ai nostri giorni”.

La Vergine ci accompagna verso la Porta che dà vita, a Gesù che “è Porta della Misericordia”, la stessa porta che simbolicamente i fedeli hanno attraversato nel 2015, durante il Giubileo della Misericordia”.

Il desiderio del Papa è che “questa terra che ospita la Madre della Misericordia e della Speranza possa diffondere e trasmettere dappertutto la bontà e la tenerezza di Dio”.

Il motivo è che solo “un cuore capace di misericordia”, e capace di “compassione” davanti a errore, disgrazia e dolore è la medicina “per curare tante ferite”.

Il Papa torna così al tema delle nozze di Cana, già celebrato nella Messa ad Iquique, in Cile, e ricorda che bisogna “essere attenti a quelli che non hanno vino”. Ad Iquique lo sguardo era per gli immigrati e i marginalizzati, qui il Papa guarda in particolare alle donne.

“L’amore per Maria – chiosa il Papa - ci deve aiutare a generare atteggiamenti di riconoscimento e gratitudine nei riguardi della donna, nei riguardi delle nostre madri e nonne che sono un baluardo nella vita delle nostre città. Quasi sempre silenziose portano avanti la vita. È il silenzio e la forza della speranza”.

Il Papa chiede di lottare contro “i numerosi casi di femminicidio” che affliggono il continente, le violenze domestiche spesso nascoste, e fa un appello affinché si proponga “una legislazione e una cultura di ripudio di ogni forma di violenza”.

Ma perché la Vergine della Porta è così importante per i peruviani? Il Papa ha raccontato la storia in due tratti di penna, ma la storia vale la pena di essere raccontata per intero.

La storia risale al 1674, quando a Trujillo si avvista una flotta pirata che già aveva commesso crimini nel porto di Guayaquil e che aveva ucciso in uno degli attacchi Santo Moribio, vescovo di Lima. Così, da Trujillo furono avvisate tutte le città vicine, inclusa Otuzco, che non avevano armi di difesa, e così collocarono sulla porta della città una immagine di Nuestra Senora de la Concepcion, una devozione resa popolare in Sudamerica dagli ordini religiosi già molto prima della proclamazione del dogma dell’Immacolata Concezione del 1854.

Ma la decisione non ebbe seguito, perché, secondo disposizioni del vicereame di Perù, la statua poteva uscire solo in occasione di processioni nel giorno di festa, e dunque la statua rimase nella chiesa. E si utilizzò dunque un’altra statua, presa dal Venezuela apposta per aggirare la legge e portare questa statua in processione in occasioni diverse dalla festa ufficiale. Una statua di un metro di altezza, posata su un tronco di roccia traforato di argento.

Per tre giorni e tre notti, il popolo di Otuzco pregò davanti la porta dove si presupponeva sarebbero comparsi i pirati, aspettando un attacco. Non avvenne, e nessuno storico ha saputo perché. Ma i popoli di Trujillo, di Huanchaco e Otuzco non furono attaccati dai pirati. Fu festa grande, e fu costruito un santuario per ospitarla. Nacque così la devozione alla Vergine della Porta, e tutte le città del distretto di Trujillo posero una copia della statua alla porta delle loro città.

Ora la Vergine, già proclamata patrona del Nord del Perù, viene anche incoronata Regina di Misericordia, mentre si cantano le litanie mariane. Sarà questo l'ultimo atto di Papa Francesco a Trujillo. Dopo la celebrazione, ripartirà per Lima, dove lo aspetta l'ultima giornata del suo pellegrinaggio andino. 

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