Papa Francesco in Thailandia, il Cardinale Kriengsak: “Il dialogo è la risposta”

In una intervista ai media thailandesi alla vigilia del viaggio, l’arcivescovo di Bangkok mette in luce i temi del prossimo viaggio apostolico di Papa Franesco

Il Cardinale Kriengsak Kovithavanij durante una intervista con CNA nel 2015
Foto: Andreas Düren / ACI Group
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La creazione a cardinale dell’arcivescovo di Bangkok François Xavier Kriengsak Kovithavanij nel 2015 poteva rappresentare una sorpresa. Ma non lo era davvero. L’arcivescovo si era fatto apprezzare al Sinodo per la Parola di Dio del 2012, in cui aveva parlato dell’evangelizzazione attraverso le piccole comunità. Era una persona conosciuta e rispettata tra la sua gente. E guidava un gregge cattolico piccolissimo, di meno dell’1 per cento della popolazione.

Sarà lui a fare “gli onori di casa” a Papa Francesco, che arriva oggi in Thailandia per una visita di tre giorni, caratterizzata soprattutto dal dialogo interreligioso. Parlando con i media thailandesi, l’arcivescovo di Bangkok ha delineato quelle che sono le sfide del viaggio di Papa Francesco.

Il Cardinale Kriengsak ha detto che lui ha avanzato l’invito a Papa Francesco durante “la visita ad limina dei vescovi thailandesi, che ha avuto luogo lo scorso anno. Dal momento dell’invito, non abbiamo avuto alcuna altra notizia su di lui. Ma tutti voi dovreste già sapere che Papa Francesco è chiamato ‘il Papa delle sorprese’.”

Ad ogni modo, il Cardinale Kriengsak ha notato che “una cosa che il Papa prende sempre in considerazione e a cui dà particolarmente priorità è andare dagli ‘ultimi degli ultimi’. Lo testimonia il fatto che ha visitato l’isola di Lampedusa appena è stato eletto Papa, dove muoiono molti migranti. Si può dire che uno dei principali obiettivi del Papa è di incontrare queste povere persone, quelli che vivono un sacco di problemi nelle loro vite”.

L’arcivescovo di Bangkok ha comunque spiegato che non è il caso della Thailandia, dove “abbiamo pace, buone relazioni tra le persone nella società thailandese. Viviamo in una società multiculturale, abbiamo una varietà di culture locali e differenze nella fede. Sebbene i buddisti sono la maggioranza, è importante notare che abbiamo la libertà di scegliere la nostra religione”.

I cattolici sono circa 350 mila, di fronte a 67 milioni di popolazione. La Chiesa cattolica si è stabilita 350 anni fa nella terra del Siam ed è questo che il Papa va a celebrare.

Il Cardinale si è detto “felice e grato al Papa per la sua visita pastorale. Noi sentiamo il valore e la grazia della visita. È l’amore di Dio per noi, che arriva attraverso Papa Francesco. E noi desideriamo rispondere a questa gratitudine e amore all’amore di Gesù Cristo”

L’arcivescovo di Bangkok ha poi spiegato che i cattolici locali sono soprattutto thailandesi, discendenti di cinesi e vietnamiti che sono migrati in Thailandia, mentre alcuni bambini sono di origine portoghese.

“Oggi – ha continuato il Cardinale Kriengsak – dato che siamo più uniti come ASEAN (Associazione di Nazioni del Sud Est Asiatico), ci sono più cittadini da altre nazioni dell’ASEAN che vengono a in Thailandia per lavorare, e molti sono cattolici. Vengono da Filippine, Myanmar, Laos, e ci sono anche alcuni che vengono dall’Europa, dalle Americhe, dal Medio Oriente e anche della Corea. Tuttavia, la maggior parte dei cattolici in Thailandia sono thailandesi. Sacerdoti e religiosi, così come tutti i vescovi, sono thailandesi”.

L’arcivescovo di Bangkok ha poi spiegato che “la Chiesa Cattolica in Thailandia ha enfatizzato il tema dell’inculturazione, specialmente dopo il Concilio Vaticano II. Ma, nonostante tutto, la Chiesa Cattolica in Thailandia deve ancora fare molto riguardo l’inculturazione, c’è una lunga strada da percorrere. L’insegnamento principale della Cristianità ha un valore universale, non appartiene a una certa nazione o a una certa nazionalità, ma appartiene all’intera umanità. Per questo, i cristianesimo dovrebbe appartenere a tutti. E, per farlo, dobbiamo entrare nella cultura di ciascuna nazione, comprendendone linguaggi, tradizioni, costumi, modi di vivere, mentalità ed espressione”.

Il Cardinale Kriengsak ha anche sottolineato che “il dialogo è una direzione che porta a incontrarsi, a creare una collaborazione con forza e cuore. E la Chiesa cattolica in Thailandia ha sempre risposto alle indicazioni del Concilio Vaticano II”.

Tra le iniziative, il Cardinale ricorda i “molti programmi di formazione per i cattolici thailandesi nel campo dell’ecumenismo e del dialogo interreligioso”, organizzato sia in “piattaforme ufficiali con leader di ciascuna religione e anche a livello locale, per cittadini dei villaggi che vivono insieme nella stessa comunità, nonché viaggi di monaci buddisti e rappresentanti del governo a Roma”.

Il dialogo interreligioso sarà una tappa importante nel viaggio di Papa Francesco, che incontrerà anche il Supremo Patriarca dei Buddisti, e ci sarà anche un incontro che metterà insieme circa 1500 rappresentanti e leader di tutte le religioni insieme con molte denominazioni cristiane e rappresentanti da varie università, inclusiva di professori e studenti.

L’arcivescovo di Bangkok ha detto che ora “il lavoro riguarda una collaborazione tra le Chiese cristiane per portare avanti una azione legale per supportare lo status della cristianità in Thailandia”.

Il Cardinale Kriengsak poi sottolinea che “quello che vogliamo enfatizzare della visita è l’aspetto spirituale e l’aspetto della fede. Vogliamo presentare la civiltà dell’amore, la civiltà di Cristo, alla società thailandese. Speriamo che i membri della Chiesa cattolica in Thailandia siano uniti e collaborativi in ciascuno dei posti che Papa Francesco visiterà”.

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