Papa Francesco: “La Chiesa condanna il peccato, ma abbraccia il peccatore”

Papa Francesco durante una udienza generale
Foto: Lucia Ballester / ACI Group
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La Chiesa condanna il peccato, perché deve dire la verità, ma nello stesso tempo abbraccia il peccatore che si riconosce tale”. Papa Francesco lo dice in un messaggio inviato ai partecipanti al dodicesimo raduno delle Equipes Notre Dame, che si tiene a Fatima dal 16 al 21 luglio.

Le Equipes Notre-Dame, conosciute anche con l’acronimo END, sono un movimento laicale di spiritualità coniugale che nacque in Francia nel 1938 per iniziativa di alcune coppie e di un sacerdote, padre Henry Caffarel. Queste coppie cominciarono a riunirsi mensilmente per approfondire il significato del Sacramento del matrimonio e per cercare un modo coerente di inserirsi come coppie e famiglie nella società. Il nuovo movimento fu formalizzato l’8 dicembre 1947. Oggi, il movimento è presente nei 5 continenti, in 95 paesi, con oltre 13.500 équipes, ed è sotto la responsabilità di Maria Berta e José Moura Soares.

È a loro che si rivolge il messaggio del Papa, letto dall’arcivescovo Rino Passigato, nunzio apostolico in Portogallo. I lavori della conferenza sono ispirati alla figura del figliol prodigo, e Papa Francesco esorta a “riconoscersi in questo figlio smarrito che ritorna dal Padre che non si stanca di abbracciarlo e gli restituisce la grandezza di figlio”.

Così fa la Chiesa con i peccatori, offrendo loro la misericordia di Dio. Il Papa ha esortato i partecipanti al raduno a lasciare esprimere il loro cuore, guardandosi dentro e ammettendo di essere peccatori, ma con la volontà di essere di nuovo riscattati dal Signore con le sue braccia redentrici.

Papa Francesco ha notato che le braccia aperte di Cristo sulla croce “dimostrano che nessuno è escluso dall’amore del Padre né dalla sua misericordia”, dato che Gesù “non si rassegna a perdere nessuno”, ci sono “solo delle persone che devono essere ritrovate, e Gesù ci spinge a uscire per andare a cercarle”.

Ha concluso Papa Francesco: “Se vogliamo trovare il Signore, dobbiamo cercarlo dove lui desidera incontrarci e non dove noi desideriamo trovarlo”.

 

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