Papa Francesco: "La Chiesa piange i piccoli innocenti. Tolleranza zero sugli abusi"

Papa Francesco circondato da Bambini durante l'udienza all'Ospedale Pediatrico Bambino Gesù, 15 dicembre 2016
Foto: L'Osservatore Romano / ACI Group
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La Chiesa piange del dolore dei piccoli innocenti di oggi. Non solo dei bambini che hanno dovuto interrompere la loro istruzione, quelli oggetto di traffico sessuale, quelli costretti a migrare. La Chiesa piange anche di fronte “al peccato di alcuni suoi membri”, di fronte alla “sofferenza, la storia e il dolore dei minori che furono abusati sessualmente da sacerdoti”. Un “peccato che ci fa vergognare” e di cui la Chiesa “chiede scusa”, e per cui il Papa rinnova la linea della "tolleranza zero". Questo il contenuto di una lettera di Papa Francesco inviata ai vescovi di tutto il mondo nel Giorno dei Santi innocenti, il 28 dicembre scorso. Una lettera il cui testo viene reso noto dalla Sala Stampa vaticana oggi.

La festa dei Santi Innocenti, i bambini fatti uccidere da Erode nella affannosa ricerca di quel Messia che avrebbe rovesciato il suo trono, si festeggia tre giorni dopo il Natale, come a sottolineare il legame tra la loro vicenda tragica e la promessa di salvezza entrata nel mondo con la nascita di Gesù. Una promessa che rappresenta una gioia che Papa Francesco chiede a più ripresa dalla lettera di “non farsi rubare”.

Perché gli Evangelisti – racconta il Papa – “non si permisero di mascherare la realtà per renderla più credibile e appetibile, non si permisero di realizzare un discorso bello ma irreale”, perché per loro “il Natale non era “un rifugia immaginario in cui nascondersi di fronte alle sfide e alle ingiustizie del tempo”. E dunque si racconta anche il gemito delle madri private dei figli, “un gemito che anche oggi possiamo continuare ad ascoltare, che ci tocca l’anima e che non possiamo e non vogliamo ignorare né far tacere”.

Afferma Papa Francesco: “Oggi tra la nostra gente, purtroppo – e lo scrivo con profondo dolore –, si ascoltare ancora il lamento e il pianto di tante madri, di tante famiglie, per la morte dei loro figli, dei loro figli innocenti”.

Il Papa sottolinea che oggi “ascoltiamo anche il pianto e il lamento della nostra madre Chiesa, che piange non solo davanti al dolore procurato nei suoi figli più piccoli, ma anche perché conosce il peccato di alcuni dei suoi membri: la sofferenza, la storia e il dolore dei minori che furono abusati sessualmente da sacerdoti”.

È questo – dice il Papa – un “peccato che ci fa vergognare. Persone che avevano la responsabilità della cura di questi bambini hanno distrutto la loro dignità. Deploriamo questo profondamente e chiediamo perdono”.

Papa Francesco dice che la Chiesa si unisce al dolore delle vittime e di piange il peccato commesso, il “peccato per quanto è successo, il peccato di omissione di assistenza, il peccato di nascondere e negare, il peccato di abuso di potere. Anche la Chiesa piange con amarezza questo peccato dei suoi figli e chiede perdono”.

Nella festa dei Santi innocenti, il Papa chiede quindi a tutti i vescovi di rinnovare “tutto il nostro impegno affinché queste atrocità non accadano più tra di noi. Troviamo il coraggio necessario per promuovere tutti i mezzi necessari e proteggere in tutto la vita dei nostri bambini perché tali crimini non si ripetano più. Facciamo nostra chiaramente e lealmente la consegna ‘tolleranza zero’ in questo ambito”.

È un appello che si unisce anche all’idea del Patriarca Bartolomeo, che in maniera più larga, nella sua lettera enciclica in occasione del Natale, aveva chiesto che il 2017 fosse un anno dedicato alla Sacralità dell’Infanzia.

Anche la lettera del Papa non guarda solo al fenomeno degli abusi. Il Papa fa l’esempio dei “75 milioni di bambini” che, “a causa delle emergenze e delle crisi prolungate”, hanno dovuto “interrompere la loro istruzione”. Sottolinea che nel “2015, il 68% di tutte le persone oggetto di traffico sessuale nel mondo erano bambini”. Ricorda che “un terzo dei bambini che hanno dovuto vivere fuori dei loro paesi lo ha fatto per spostamento forzato”, mette in luce che “la metà dei bambini che muoiono sotto i 5 anni muore per malnutrizione”, ricorda che “nell’anno 2016 si calcola che 150 milioni di bambini hanno compiuto un lavoro minorile, molti di loro vivendo in condizioni di schiavitù”. E cita l’ultimo rapporto elaborato dall’UNICEF, in cui si legge che “se la situazione mondiale non muta, nel 2030 saranno 167 milioni i bambini che vivranno in estrema povertà, 69 milioni di bambini sotto i 5 anni moriranno tra il 2016 e il 2030 e 60 milioni di bambini non frequenteranno la scuola primaria di base”.

È questa la realtà con cui si deve fare i conti, perché – afferma il Papa – “la gioia cristiana non è una gioia che si costruisce ai margini della realtà, ignorandola o facendo come se non esistesse. La gioia cristiana nasce da una chiamata – la stessa che ricevette san Giuseppe – a ‘prendere’ e proteggere la vita, specialmente quella dei santi innocenti di oggi”.

Per questo, “il Natale è un tempo che ci interpella a custodire la vita e aiutarla a nascere e crescere; a rinnovarci come pastori coraggiosi. Questo coraggio che genera dinamiche capaci di prendere coscienza della realtà che molti dei nostri bambini oggi stanno vivendo e lavorare per garantire loro le condizioni necessarie perché la loro dignità di figli di Dio sia non solo rispettata, ma soprattutto difesa”.

 

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