Papa Francesco: “La comunità cattolica di Russia sia seme evangelico”

Trenta anni fa, venivano stabilite tre amministrazioni apostoliche in Russia, ristabilendo la gerarchia latina sull’ex Unione Sovietica. Il messaggio di Papa Francesco

Le parrocchie nel territorio dell'ex Unione Sovietica
Foto: Chiesa Cattolica
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Trenta anni dopo, mentre l’arcidiocesi della Gran Madre di Dio di Mosca ha persino un ausiliare che è anche il primo vescovo russo, Papa Francesco ricorda in un messaggio quando San Giovanni Paolo II stabilì le amministrazioni apostoliche nel territorio ex sovietico, riportando la gerarchia della Chiesa Cattolica di rito latino in un territorio che era stato dominato per anni dal comunismo e dall’ateismo di Stato.

Nel suo messaggio, Papa Francesco sottolinea che “è il momento per fare memoria, con umiltà e gratitudine, del bene ricevuto dal Signore e da tanti fratelli e sorelle che, da veri e propri ‘santi della porta accanto’, vi hanno sostenuto nel cammino”, ma che è .”anche l’occasione propizia per proporsi, con l’aiuto della grazia, di crescere secondo il Vangelo, aspirando a diventare comunità sempre più docili alla Parola di Dio, animate dalla speranza e sostenute dalla fortezza consolante dello Spirito; aperte, in obbedienza al supremo comandamento dell’amore, all’incontro e alla condivisione solidale con tutti, in modo speciale con i fratelli e le sorelle della Chiesa Ortodossa”.

Papa Francesco rimarca che “l’autocoscienza ecclesiale ha bisogno di momenti forti”, e augura che “questa commemorazione stimoli l’intera comunità cattolica nella Federazione Russa a essere un seme evangelico che, con gioia e umiltà, offra una limpida trasparenza del Regno di Dio”.

Scrive Papa Francesco: “Vi auguro di essere una comunità di uomini e donne, bambini e adulti, giovani e anziani, sacerdoti e laici, consacrati e persone in ricerca vocazionale protesa alla comunione con tutti, per testimoniare con semplicità e generosità, nella vita familiare e in ogni ambito del vivere quotidiano, il dono di grazia ricevuto”.

Papa Francesco chiede testimonianza cristiana, specialmente nel farsi carico dei più poveri e fragili, e sottolinea l’importanza di continuare il cammino ecumenico, perché “pregando per tutti e servendo coloro con i quali condividiamo la stessa umanità, che Gesù ha unito a sé in modo inscindibile, ci riscopriremo fratelli e sorelle in un pellegrinaggio comune verso la meta della comunione, che Dio ci indica in ogni Celebrazione eucaristica”.

Papa Francesco esorta dunque a “rimanere uniti in Cristo”, e chiede allo Spirito Santo di accrescere la coesione e il desiderio di promuoverla in ogni ambito”.

Il messaggio di Papa Francesco è denso di riferimenti. Trenta anni fa, Giovanni Paolo II organizzò il territorio sovietico in tre grandi amministrazioni apostoliche, riorganizzate in diocesi ed arcidiocesi nel 2002. Ma queste diocesi non portano il nome della città cui fanno capo, ma della cattedrale, e questo proprio per non incomodare gli ortodossi e il loro concetto di territorio diocesano. L’appello al dialogo sottolinea una necessità.

Da quando fu ristabilita la gerarchia cattolica, la Russia ha vissuto un grande primavera di vocazioni. Nel 1991 su tutto il territorio di amministrazione di Mosca vi erano solo 6 parrocchie registrate, malgrado vi fossero comunità cattoliche anche in posti dove non era stata registrata alcuna parrocchia. I sacerdoti operanti erano sei, due dei quali avevano superato gli 80 anni. Decine di parrocchie si sono però aggiunte nel corso degli anni.

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