Papa Francesco, l’Angelus da Matera: “Invochiamo Maria, donna eucaristica”

Al termine della Messa, Papa Francesco recita la preghiera dell’Angelus. Myanmar, Ucraina e Camerun al centro delle preoccupazioni del Papa

Papa Francesco durante la Messa che conclude il Congresso Eucaristico Nazionale di Matera, 25 settembre 2022
Foto: Vatican Media / ACI Group
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Il Myanmar, dove una scuola è stata bombardata a inizio settimana provocando la morte di 11 bambini. L’Ucraina, sempre martoriata, Il Camerun, dove 8 persone, di cui cinque religiosi, sono stati rapiti. Prima della preghiera dell’Angelus, Papa Francesco rivolge lo sguardo su tre scenari che lo preoccupano particolarmente. Con una aggiunta: "Io oggi oserei chiedere per l'Italia pi nascite, più figli".

In particolare, il Papa invita a chiedere l’intercessione di Maria Donna Eucaristica “per i bisogni più urgenti del mondo”.

Papa Francesco guarda al Myanmar, Paese da più di due anni “martoriato da gravi scontri armati e violenze, che hanno causato tante vittime e sfollati”. “Questa settimana – aggiunge il Papa - mi è giunto il grido di dolore per la morte di bambini in una scuola bombardata (si vede che è la moda bombardare le scuole oggi nel mondo). Che il grido di questi piccoli non resti inascoltato! Queste tragedie non devono avvenire!”

Quindi, la preghiera per il "martoriato" popolo ucraino e perché i capi delle Nazioni abbiano “la forza di volontà per trovare subito iniziative efficaci che conducano alla fine della guerra”.

Infine, il Papa si unisce “all’appello dei Vescovi del Camerun per la liberazione di otto persone sequestrate nella Diocesi di Mamfe, tra cui cinque sacerdoti e una religiosa. Prego per loro e per le popolazioni della provincia ecclesiastica di Bamenda: il Signore doni pace ai cuori e alla vita sociale di quel caro Paese”.

Un pensiero anche per la Giornata Mondiale del Migrante e del Rifugiato, che si celebra oggi sul tema “Costruire il futuro con i migranti e i rifugiati”.

Conclude Papa Francesco: “Rinnoviamo l’impegno per edificare il futuro 4 secondo il disegno di Dio: un futuro in cui ogni persona trovi il suo posto e sia rispettata; in cui i migranti, i rifugiati, gli sfollati e le vittime della tratta possano vivere in pace e con dignità. Perché il Regno di Dio si realizza con loro, senza esclusi”.

Anzi, aggiunge, “è anche grazie a questi fratelli e sorelle che le comunità possono crescere a livello sociale, economico, culturale e spirituale; e la condivisione di diverse tradizioni arricchisce il Popolo di Dio. Impegniamoci tutti a costruire un futuro più inclusivo e fraterno!”

Dopo la Messa, e prima di tornare a Roma, il Papa ha raggiunto in auto la Mensa della Fraternità intitolata a “Don Giovanni Mele”, dove ha incontrato e salutato il personale e benedetto la nuova struttura. Lo comunica la Sala Stampa della Santa Sede.

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