Papa Francesco, perché i governanti nella crisi capiscano che l'unità è il bene superiore

Nella omelia il Papa prega il Signore che dia la forza nei moneti di crisi di non vendere la fede

Papa Francesco a Santa Marta
Foto: Vatican Media
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Per i governanti che hanno la responsabilità  di prendersi cura dei loro popoli in questi momenti di crisi. I capi di stato, i presidenti dei i governi, legislatori, sindaci presidenti delle regioni, perché il Signore li aiuti e gli dia forza  perché il loro lavoro non è facile. E quando ci sono differenze tra loro capiscano che nei momenti di crisi devono essere uniti per il bene del popolo perché l’unita è superiore al conflitto. 

Oggi sabato 2 maggio si uniscono a noi 300 gruppi di preghiera che si chiamano i Madrugadores, i mattinieri, che si alzano presto per pregare, che  fanno una levataccia per la preghiera”.

Questa la intenzione di oggi di Papa Francesco all’inizio della Messa dalla mattina celebrata nella Cappella dello Spirito Santo a Casa Santa Marta.

Nella omelia il Papa commentando le letture di oggi, con la vita della prima comunità cristiana e la confessione di Pietro. “In quei giorni la Chiesa era in pace si consolidava e cresceva in numero grazie allo Spirito Santo” dice il Papa “ma ci sono anche i temi di persecuzione e difficili che mettono in crisi i credenti”.

Davanti alla predicazione di Gesù c’è chi dice: questa parola è dura.  Gesù sapeva che i discepoli mormoravano, non gli apostoli, ma i discepoli. Gesù sapeva chi credeva e chi no.

Ecco perché ricorda che è il Padre che ci attira verso Gesù.

Alcuni prendono le distanze, perché sentono cose per loro strane. Come i discepoli di Emmaus, che fuggono, o i soldati al sepolcro che hanno visto la verità ma hanno preferito vendere il loro segreto.

Il momento di crisi è un momento di scelta di decisioni da prendere, dice il Papa. Tutti abbiamo menti di crisi, familiare sociale, del lavoro, la pandemia è un momento di crisi sociale.

Come reagire? Molte dei discepoli tornano indietro.

Ma ai dodici Gesù chiede una decisione e Pietto fa la seconda confessione: Signore da chi andremo tu sei il Santo di Dio.  Pietro confessa a nome dei dodici. Questo ci aiuta a vivere i momenti di crisi.

Il Papa usa un detto argentino; non cambiare cavallo in mezzo al fiume. Così nei momenti di crisi non si cambia, si deve essere fissi nella convinzione della fede.

Nella crisi c’è  la perseveranza e il silenzio è il momento della fedeltà non di fare cambiamenti.

E’  il momento della conversione, qualche cambiamento per il bene. “Momenti di pace e di crisi,  noi cristiani dobbiamo imparare a gestire ambedue” dice il Papa. La crisi è come passare per il fuoco e diventare forti. Il Signore - prega il Papa - ci invii lo Spirito per sapere resistere alle tentazioni nei momenti di crisi ed essere fedeli con la speranza di vivere dei momenti di pace”. 

Pesiamo alle nostre crisi personali, familiari e sociali “il Signore ci dia la forza nei moneti di crisi di non vendere la fede”.

 

 

 

 

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