Non c'è fede senza stupore. Il Papa lo dice ai  Membri della Fondazione Ente dello Spettacolo ricevuti  in occasione del 75.mo anniversario di fondazione. Un testo scritto che consegna nel quale parla di un "mondo, travagliato dalla guerra e da tanti mali" che ",ha bisogno di segni, di opere che suscitino stupore, che lascino trasparire la meraviglia di Dio, il quale non smette mai di amare le sue creature e di stupirsi per la loro bellezza. In un mondo sempre più artificiale, dove l’uomo si è circondato delle opere delle proprie mani, il grande rischio è quello di perdere lo stupore".

E a braccio dice: "mi piace il lavoro che fate, il lavoro del cinema, il lavoro dell’arte, il lavoro della bellezza come grande espressione di Dio" . Il bello in una visione teologica "è l’armonia, opera dello Spirito Santo" che crea una "armonia nelle differenze" ma anche "dei contrari, degli opposti, di tutto ". Una Pentecoste continua e, dice il Papa ai cinesati "il vostro lavoro va sulla strada dell’armonia" e "soltanto le opere che sono riuscite a esprimere l’armonia, sia nella gioia, sia nel

dolore, l’armonia umana, sono quelle che passano alla storia". Un lavoro evangelico quindi per il Papa  e poetico, p"erché il cinema è poesia: dare vita è poetica".  Andate avanti conclude Francesco: "voi, come italiani, avete una storia gloriosa su questo, una storia gloriosa".