Advertisement

Papa Francesco, vicinanza, compassione e tenerezza sono lo stile di Dio

L'udienza al Centro Francescano di Solidarietà di Firenze

Papa Francesco riceve una Delegazione del Centro Francescano di Solidarietà, di Firenze |  | Vatican Media Papa Francesco riceve una Delegazione del Centro Francescano di Solidarietà, di Firenze | | Vatican Media

Siete un “segno che riscuote le coscienze assopite e invita a uscire dall’indifferenza, ad avere compassione di chi è ferito, a chinarsi con tenerezza su chi è schiacciato dal peso della vita”.

Il Papa lo ha detto alla Delegazione del Centro Francescano di Solidarietà di Firenze che ha ricevuto in udienza questa mattina. 

“Da tanti anni, nella città di Firenze, svolgete un prezioso servizio di ascolto e di vicinanza alle persone che si trovano in condizioni economiche e sociali difficili: famiglie che devono affrontare disagi di vario genere; anziani o persone disabili che hanno bisogno di sostegno e di compagnia.

Desidero anzitutto dirvi “grazie” per questo. In un mondo che tende a correre a due velocità, che da una parte produce ricchezza ma, dall’altra, genera disuguaglianza, voi siete un’efficace opera di assistenza, basata sul volontariato, e, allo sguardo della fede, siete tra quelli che gettano i semi del Regno di Dio”.

Per Papa Francesco “Dio è un Padre che vuole custodire tutti noi; difendere e promuovere la dignità di ogni suo figlio e figlia, e che ci chiama a costruire le condizioni umane, sociali ed economiche perché nessuno venga escluso o calpestato nei suoi diritti fondamentali, nessuno debba soffrire per la mancanza del pane materiale o per la solitudine”.

Advertisement

Il Papa ha sottolineato le tre parole che proprio sono lo stile di Dio: vicinanza, compassione e tenerezza: “Questo è lo stile di Dio e questo dovrebbe essere il vostro stile”.

E il Papa ha concluso, sappiamo che le nostre forze umane non bastano: “Prima delle cose da fare e oltre a queste, quando siamo davanti a una persona povera siamo chiamati a un amore che ce la fa sentire nostro fratello, nostra sorella; e ciò è possibile grazie a Cristo, presente proprio in quella persona”.