Papa: “I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli”

Papa Francesco
Foto: L'Osservatore Romano
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Giornata di impegni ordinaria per Papa Francesco, anche durante la ricorrenza del suo 80esimo compleanno. Nella Sala Clementina del Palazzo Apostolico, Francesco riceve in Udienza la Comunità di Nomadelfia, fondata da Don Zeno Saltini negli anni trenta, che lo accoglie con un coro di auguri.

“Nel Natale – spiega il Pontefice alla comunità -  Dio si rivela non come colui che sta in alto e che domina l’universo, ma come colui che si abbassa e discende, assumendo l’aspetto fragile di un bambino. In questo modo, Dio ci insegna che non dobbiamo metterci al di sopra degli altri, ma che siamo chiamati ad abbassarci, a servire per amore i più deboli, a farci piccoli con i piccoli”.

Ed è qui che Francesco ricorda la figura di Don Zeno Saltini: “Il vostro fondatore, aveva capito bene queste cose e, pur tra difficoltà e incomprensioni, è andato avanti fiducioso, con l’obiettivo di portare la buona semente del Vangelo, anche nei terreni più aridi”.

“Don Zeno – continua il Papa - si presenta a noi oggi come esempio di fedele discepolo di Cristo che, ad imitazione del divino Maestro, si china sulle sofferenze dei più deboli e dei più poveri diventando testimone di una carità inesausta. Il suo coraggio e la sua perseveranza vi siano di guida nel vostro quotidiano impegno di far fruttificare i germi di bene che egli ha abbondantemente seminato, animato da passione evangelica e sincero amore alla Chiesa”.

Conclude infine Francesco rivolgendosi alla comunità: “Il vostro patrimonio spirituale è legato in modo speciale alla vita di fraternità, caratterizzata in particolare dall’accoglienza ai bambini e dalla cura tutta speciale per gli anziani. Vi incoraggio a dare alla società questo esempio di sollecitudine e di tenerezza tanto importante. I bambini e gli anziani costruiscono il futuro dei popoli: i bambini, perché porteranno avanti la storia; gli anziani, perché trasmettono l’esperienza e la saggezza della loro vita. Non stancatevi di coltivare e alimentare questo dialogo tra le generazioni”.

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