Papa: “Il dialogo abbatte i muri delle divisioni e delle incomprensioni”

Papa Francesco, Udienza
Foto: L'Osservatore Romano Foto
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Misericordia e Dialogo. Due parole chiavi nell’Udienza Giubilare di oggi di Papa Francesco. Il Papa racconta dell’incontro di Gesù con una donna samaritana.

“Ciò che colpisce di questo incontro – afferma il Pontefice - è il dialogo molto serrato tra la donna e Gesù. Questo oggi ci permette di sottolineare un aspetto molto importante della misericordia, che è proprio il dialogo”.

Francesco apporta al dialogo alcune caratteristiche precise: “Esso è un segno di grande rispetto, perché pone le persone in atteggiamento di ascolto e nella condizione di recepire gli aspetti migliori dell’interlocutore. In secondo luogo, il dialogo è espressione di carità, perché, pur non ignorando le differenze, può aiutare a ricercare e condividere il bene comune. Inoltre, il dialogo ci invita a porci dinanzi all’altro vedendolo come un dono di Dio, che ci interpella e ci chiede di essere riconosciuto”.

Inoltre Papa Francesco nel suo discorso aggiunge al dialogo una componente importante e insolita: il silenzio. “Il vero dialogo – commenta il Papa - necessita di momenti di silenzio, in cui cogliere il dono straordinario della presenza di Dio nel fratello. Dialogare aiuta le persone a umanizzare i rapporti e a superare le incomprensioni. C’è tanto bisogno di dialogo nelle nostre famiglie, e come si risolverebbero più facilmente le questioni se si imparasse ad ascoltarsi vicendevolmente! È così nel rapporto tra marito e moglie, e tra genitori e figli. Quanto aiuto può venire anche dal dialogo tra gli insegnanti e i loro alunni; oppure tra dirigenti e operai, per scoprire le esigenze migliori del lavoro”.

Il dialogo è importante anche nella Chiesa “per comprendere le necessità che sono nel cuore di ogni persona e per contribuire alla realizzazione del bene comune”.

Conclude infine Francesco: “Tutte le forme di dialogo sono espressione della grande esigenza di amore di Dio, che a tutti va incontro e in ognuno pone un seme della sua bontà, perché possa collaborare alla sua opera creatrice. Il dialogo abbatte i muri delle divisioni e delle incomprensioni; crea ponti di comunicazione e non consente che alcuno si isoli, rinchiudendosi nel proprio piccolo mondo.Se io non lascio che l'altro dica tutto quello che ha nel cuore si comincia ad urlare. E oggi si urla tanto! Attraverso il dialogo, possiamo far crescere i segni della misericordia di Dio e renderli strumento di accoglienza e rispetto”.

Non poteva mancare in questa udienza un pensiero di Papa Francesco a San Giovanni Paolo II, di cui oggi ricorre la memoria liturgica: “Esattamente trentotto anni fa, quasi a quest’ora, in questa Piazza risuonavano le parole rivolte agli uomini di tutto il mondo: “Non abbiate paura! ...Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo. Queste parole le ha pronunciate all’inizio del suo pontificato, Giovanni Paolo II, Papa di profonda spiritualità, plasmata dalla millenaria eredità della storia e della cultura polacca trasmessa nello spirito di fede, di generazione in generazione. Quest’eredità era per Lui fonte di speranza, di potenza e di coraggio, con cui esortava il mondo ad aprire largamente le porte a Cristo”.

All’udienza Giubilare di oggi hanno preso parte i partecipanti del Giubileo delle Corali: gli Animatori Liturgici, i Direttori degli Uffici Liturgici, Direttori di Coro, Musicisti, Coristi, Organisti, Scuole di Musica Sacra, Cappelle Musicali, Corali Diocesane e Parrocchiali, Bande musicali a servizio della Liturgia e della pietà popolare.

La Gendarmeria Vaticana calcola che all'udienza giubilare in piazza San Pietro siano presenti 100.000 fedeli.

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