Papa: “Impariamo da chi soffre, così si costruisce un mondo più umano”

Papa Francesco
Foto: Daniel Ibanez, ACI Group
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"Nessuna famiglia deve essere privata di una casa, a nessun rifugiato va negato il benvenuto, a nessun ferito siano negate le cure, nessun bambino sia privato della sua infanzia, nessun uomo e nessuna donna vivano senza futuro e a nessun anziano sia negata una dignitosa vecchiaia". Sono le parole di Papa Francesco in un messaggio al “World Humanitarian Summit di Istanbul”, (Istanbul, 23-24 maggio) letto in plenaria dal Segretario di Stato Vaticano, card. Pietro Parolin, rappresentante della Santa Sede al Summit.

“Non possiamo non ammettere – continua il Pontefice nel messaggio -  che molti interessi oggi impediscono le soluzioni ai conflitti e che strategie economiche e geopolitiche impongono il dio denaro,il dio del potere. Per questo motivo, ciò che è necessario oggi è un rinnovato impegno per proteggere ogni persona, la dignità, i diritti umani, la sicurezza di tutti. Allo stesso tempo, è necessario preservare la libertà e l'identità sociale e culturale dei popoli; senza che ciò comporti casi di isolamento, si deve favorire la cooperazione, il dialogo e soprattutto la pace”.

Papa Francesco poi chiede che in questo importante vertice mondiale si possa continuare a consolare le sofferenze delle vittime delle guerre e delle calamità, gli sfollati e i rifugiati, attraverso scelte coraggiose in favore della pace: “Nessuno ama un concetto, nessuno ama un'idea; amiamo le persone”.


Il messaggio del Papa si conclude con la proposta di una sfida ai protagonisti del Summit: “Oggi offro una sfida a questo vertice: ascoltiamo il grido delle vittime. Lasciamoci insegnare da loro una lezione di umanità. Cerchiamo di cambiare i nostri modi di vita, le scelte economiche, i comportamenti e gli atteggiamenti di superiorità culturale. Impariamo dalle vittime e da coloro che soffrono, saremo in grado di costruire un mondo più umano”.

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