Parolin al Bambino Gesù: "Come Maria guardiamo con fiducia alla volontà di Dio"

Il Cardinale Parolin al Bambino Gesù
Foto: Ospedale Bambino Gesù
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Avviciniamoci al Natale con l’atteggiamento di Maria, un “abbandono umile e fiducioso alla volontà di Dio”. Lo ha detto il Cardinale Pietro Parolin, Segretario di Stato, in occasione della Messa - celebrata ieri - all’Ospedale Pediatrico Bambino Gesù in vista delle festività natalizie. 

“Un atteggiamento esemplare e fondamentale per ogni cristiano - ha osservato il porporato - e quanto mai importante e necessario anche per tutti coloro che hanno scelto la professione della cura e dell’assistenza dei malati, onde evitare che il loro impegno si risolva in un mero esercizio tecnico, per sottrarsi alla scomodità delle responsabilità etiche, spirituali e più in generale di senso umano del loro agire”.

“Lo dico - ha aggiunto il Cardinale Parolin - soprattutto per voi operatori di questo Ospedale nel quale, insieme all’eccellenza scientifica e tecnica con cui ogni giorno vi prodigate a favore dei piccoli pazienti, di cui vi dò atto con grande riconoscenza, al di là delle convinzioni personali, dovete tenere presente che il vostro operare è una espressione non secondaria della misericordia e della carità del Santo Padre, e quindi del suo stesso ministero apostolico”.

L’augurio - ha concluso il Segretario di Stato - è quello di “lasciarvi contagiare dalla gioia del Natale, non tanto come evasione momentanea dal peso e dal grigiore della quotidianità, ma come segno della nostra progressiva trasfigurazione ad immagine e somiglianza del nuovo Adamo di cui ci apprestiamo a celebrare la nascita”.

Ad accogliere il Cardinale Parolin erano presenti la presidente, Mariella Enoc,  ed il direttore generale, Ruggero Parrotto.

Il Bambino Gesù - ha detto la Presidente Enoc - è un ospedale con grandi maestri, dove crescono e cresceranno nuovi professionisti appassionati. E questa è una promessa per il futuro: ci diamo appuntamento per il 19 marzo per i 150 anni del nostro Ospedale. Li celebreremo consapevoli e grati per il nostro passato, ma proiettati verso il futuro”.

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