Parte questa sera, di nuovo a piedi, ma anche on line, il Pellegrinaggio Macerata-Loreto

Monsignor Vecerrica spiega il tema della 44esimo edizione "A Dio tutto è possibile’

Il pellegrinaggio a piedi Macerata Loreto
Foto: archivio www.pellegrinaggio.org
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Dopo due anni solo in streaming il 44^ Pellegrinaggio a piedi da Macerata a Loreto ritorna in presenza, questa sera sabato 11 giugno alle ore 20.30 dallo Sferisterio di Macerata con la celebrazione della messa, officiata dal neo presidente della Cei, card. Matteo Maria Zuppi, arcivescovo di Bologna, con il temaA Dio tutto è possibile’, titolo tratto dal vangelo dell’apostolo Matteo:

“Fermarci tutti a causa della pandemia ci ha spinto a riflettere, come forse non capitava da tempo, su chi siamo, su come e di che cosa viviamo. Negli ultimi due anni questo ci ha permesso di immaginare un gesto che, pur nella diversità, mantenesse l’origine che ci ha sempre spinto a metterci in cammino verso Loreto. Il nostro essere mendicanti ci ha condotto a questa evidenza: ‘Cristo mendicante del cuore dell’uomo e il cuore dell’uomo mendicante di Cristo’ (don Giussani)”.

Il pellegrinaggio è un’apertura alla realtà divina come ha sottolineato in questi anni papa Francesco nelle telefonate ai pellegrini: “Fin dalla Sua prima telefonata nel 2013, papa Francesco ci ha invitato a riconoscere in Dio il ‘Signore delle sorprese’.

In modo imprevedibile, il gesto vissuto a Loreto è stato seguito da quasi un milione di persone che si sono unite da casa. Abbiamo potuto toccare con mano che quello che avvertivamo come un impedimento si è rivelato il fascino di una scoperta: a Dio tutto è possibile”.

A monsignor Giancarlo Vecerrica, da sempre motore instancabile del Pellegrinaggio, abbiamo chiesto di raccontarci i sentimenti del ritorno in presenza del pellegrinaggio: “Il mio primo sentimento è la gratitudine, perché è la Madonna che conduce la nostra vita e il nostro Pellegrinaggio: ci ha sempre ispirato e donato grazie. I due anni di ‘pellegrinaggio virtuale’ nel 2020-2021, con la veglia vissuta a Loreto sono stati significativi, anche perché ci hanno seguito in tantissimi attraverso i mezzi di comunicazione. 

Ritornare a camminare è una gioia, anche se potranno partecipare non più di 2.000 pellegrini. Però tutti, da tutto il mondo, potranno seguire con  il canale YouTube e alcune tv e radio cattoliche o tutto il gesto, dall’inizio del Pellegrinaggio allo Sferisterio di Macerata questa sera alle 20,30 fino alla conclusione a Loreto dove faremo la consacrazione alla Madonna e l’invio di un messaggio di pace al mondo. Il numero limitatissimo di pellegrini in cammino non è un privilegio, ma un segno di speranza che di anno in anno potremo riprendere a camminare in tantissimi. Il Pellegrinaggio non è solo la camminata o una pretesa, ma è un dono, per uno sguardi di amore e di fiducia”.

Il tema di quest’anno è: a Dio tutto è possibile. Questa ‘scoperta’ come influisce nella vita?

“Abbiamo vissuto e stiamo ancora vivendo un periodo difficile, che ha fatto emergere le nostre paure e la nostra fragilità personali e sociali. Papa Francesco ha detto più volte che non possiamo pensare di riprendere la nostra vita come l’avevamo lasciata prima della pandemia, che ‘peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla’. Allora, ci domandiamo: che cambiamento è accaduto e sta accadendo in me, in noi? 

Sono molto grato di avere incontrato don Giussani nella mia vita, perché mi ha educato a saper guardare la realtà, tenendo conto di tutti i fattori: che saggezza quanto mi ha insegnato! Ecco una sua proposta in merito: ‘La parola realtà sta alla parola educazione come la meta sta ad un cammino. La meta è tutto il significato dell’andare umano: essa è non solo nel momento in cui l’impresa si compie e termina, ma anche in ogni passo della strada. Così la realtà determina integralmente il movimento educativo passo passo e ne è il compimento’. In questi giorni e mesi di travaglio per la pandemia e la guerra mi sono sentito piccolo, per la fragilità sperimentata, ma mi sono sentito anche grande, per la possibilità di aprire a me e agli altri il rapporto più vero e più luminoso con il Mistero. Diventando più mendicante e più motivato ho fatto esperienza della fede come amore per coinvolgermi nel progetto di amore del Padre celeste. Sono diventato più credente, più appassionato, più desideroso di testimoniare l’amore. E, così, il pellegrinaggio mi è diventato più necessario, più desiderato e più quotidiano”.

Allora cosa significa avere fiducia in Dio, come ha fatto la Madonna?

“Traduco in una parola il tanto che ho imparato in questi tempi di pandemia e di guerra: ho imparato a vivere la fede come fiducia. Questa è la parola che mi affascina e che propongo ovunque sono chiamato a testimoniare: a me sembra chiaro che affidarsi totalmente a Dio, origine e destino della vita, è rendere i rapporti più umani, più veri e più pieni di speranza. Non ci salvano le chiacchiere o le alchimie, le illusioni o i vari poteri. Recito con grande entusiasmo i salmi che ci fanno dire: ‘Io dico al Signore: mio rifugio, mia fortezza, mio Dio in cui confido … Egli per te darà ordine ai suoi angeli di custodirti in tutte le tue vie’ (Ps 90). 

Oggi però si preferisce seguire le logiche che mettono in discussione tutto, pensando che è vero solo quello che pensa l’io di alcuni: quanti ‘padreterni’ ci sono! Essi cercano di essere autosufficienti, come se potessero farsi e rifarsi da soli. Ma, così, ci si affida alle discussioni a partire dall’io umano, che è confuso e malato, invece che affidarsi alla sequela del Vangelo. Gesù è venuto non per sostenere chi ha più ragione, ma per salvare. Quanto è decisivo il tema proposto dal 44^ Pellegrinaggio Macerata-Loreto: ‘A Dio tutto è possibile’! Così ci affidiamo a Colui che tutto può, all’unico che ha il vero potere, che è potere di amore”.

Per quale motivo il vero protagonista della storia è il mendicante?

“Siamo mendicanti perché tutto dipende da Dio, e non da noi, come tanti potenti oggi pensano e agiscono. Il Pellegrinaggio ci propone la Fiducia su tre aspetti della vita: 1° la fiducia assoluta su Gesù e sulla Chiesa. Riconosciamo quanto è determinante rinnovare la preghiera, la partecipazione ai sacramenti, in particolar modo la confessione e la sequela assoluta al papa, per riportare Dio dentro la realtà e dentro i nostri problemi. Sulla rivista ‘Tracce’ mi ha commosso leggere la testimonianza di un giovane che ha detto: ‘Cristo non mi ha mai lasciato con i problemi’”.

Mons. Giussani in un messaggio ai pellegrini affermava: ‘Nella Madonna il destino di ogni vita umana trova il suo inizio e il suo compimento: l’offerta. Inizio, perché la Madonna è la coscienza che Cristo aveva del mondo. Compimento, perché offrire a Dio quel che si fa e il dolore dell’esistenza. L'offerta al Mistero di Dio di tutto il proprio essere, di tutto ciò che sembra scaturire dal nulla’. Cosa significa offrire la vita a Dio? 

“La fiducia nel prossimo, per ascoltare tutti, per accogliere tutti, per aiutare tutti, come ci ha raccomandato papa Francesco nell’enciclica ‘Fratelli tutti’ e nel messaggio per questa Pasqua: ‘Non stanchiamoci di fare il bene, per liberarci dalle logiche del tornaconto personale’. Ricordiamoci che il Signore non ci chiede di avere paura o di fare le discussioni (nessuno si consideri padreterno!) ma ci chiede l’apertura alla fiducia, fatta di preghiera, di carità, di fraternità, imparando da tutti e aiutando tutti. Che la nostra unità episcopale, che scaturisce dalla fiducia, si esprima nel rapporto con i nostri sacerdoti: quanto li amiamo, li curiamo, li serviamo e li seguiamo?! Che bel cammino sinodale ci attende! 

Che meraviglia la fiducia filiale verso la Madonna da parte dei santi. Ne cito due: ‘Miei cari figli, se desiderate vivere e morire felici, sforzatevi di approfondire l’amore filiale verso la Mamma Celeste: confidate in Lei’ (san Massimiliano Maria Kolbe). ‘Se sentiamo difficoltà ad accedere al trono di Dio andiamo a questo canale che è la Madonna, ci sentiremo il cuore più allargato alla confidenza, alla speranza, alla fiducia; soltanto ci vuole costanza’ (san Padre Pio)”.

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