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Pell, il Vaticano ha fiducia nella giustizia australiana che ha accettato l'appello

La Suprema Corte ha dichiarato di ascoltare la richiesta del cardinale che si è sempre dichiarato innocente della accusa di abusi

Il cardinale Georg Pell |  | Aci Group Il cardinale Georg Pell | | Aci Group

“La Santa Sede, nel confermare la propria fiducia nella giustizia australiana, prende atto della decisione dell’Alta Corte australiana di accogliere la richiesta di appello presentata dal Cardinale George Pell, consapevole che il Cardinale ha sempre affermato la propria innocenza.

Nell’occasione, la Santa Sede ribadisce, ancora una volta, la propria vicinanza a quanti hanno sofferto a causa degli abusi da parte dei membri del clero”.

E’ questa la dichiarazione ufficiale del Vaticano per la decisione che riapre il processo australiano al cardinale che Papa Francesco aveva scelto alla guida della Segreteria per la Economia.

Il portavoce del cardinale ha diffuso una sintetica dichiarazione: “La questione è ancora in discussione e quindi non siamo in grado di commentare”.

Più estesa la dichiarazione dell’arcivescovo di Sydney Anthony Fisher: “Accolgo con favore la decisione odierna dell'Alta corte che ascolterà l'appello del cardinale George Pell contro la sua decisione.

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Il cardinale ha sempre sostenuto la sua innocenza e continua a farlo, e il giudizio diviso della Court of Appeal riflette l'opinione divisa tra giurati, e ambienti giuridici,  e all'interno la nostra comunità.

Rimangono molte domande ed è opportuno che vengano esaminate dalla nostra più alta corte.

Per il bene di tutti i soggetti coinvolti in questo caso, spero che l'appello venga ascoltato al più presto. La Chiesa continuerà a offrire sostegno pastorale al Cardinale mentre rimane in prigione in attesa dell'udienza di questo appello, e per tutti le atre persone coinvolte nella decisione di oggi”.

Il cardinale dopo una lunga vicenda giuridica a distanza  per l’accusa di abusi sessuali aveva avuto un congedo per essere giudicato in Australia. Il 13 marzo scorso era stato condannato a 6 anni di carcere.