Pellegrinaggio Macerata-Loreto: mendicanti per non perdere la speranza

Monsignor Vecerrica prepara l'appuntamento del 12 giugno

Una immagine di archivio del Pellegrinaggio Macerata Loreto
Foto: www.pellegrinaggio.org
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Sabato 12 giugno si svolgerà, ancora in streaming, il 43^ Pellegrinaggio da Macerata a Loreto, che ha il titolo ‘Quando vedo te, vedo speranza’, prendendo a prestito una frase di Papa Francesco: “Nell’attuale contesto di preoccupazione in cui viviamo e in cui tutto sembra fragile e incerto, parlare di speranza potrebbe sembrare una provocazione”.

Infatti il comitato del pellegrinaggio si domanda se nella situazione che stiamo attraversando, c’è speranza, facendo riferimento ad una canzone di un cantautore inglese: “Quando vedo te, vedo speranza: nel tema del 43° Pellegrinaggio riecheggiano le parole di una canzone di un giovane cantautore inglese, che ci ha colpito perché descrive un’esperienza umanissima: la speranza nasce solo di fronte a un volto preciso”.

All’indomito promotore ed anima principale del pellegrinaggio, mons. Giancarlo Vecerrica, abbiamo chiesto cosa significa in questo tempo parlare di speranza: “La speranza per essere vera deve essere reale, concreta, attuale. Si deve vedere in azione. La speranza grande, quella cristiana, nasce dalla fede, come ha affermato don Luigi Giussani: ‘la speranza è una certezza nel futuro in forza di una realtà presente. Perciò è la presenza di Cristo, che ci rende certi del futuro’. La speranza cristiana è Gesù, Dio e uomo, il vittorioso sul male e sulla morte, che continua la sua presenza tra noi. In questo tempo, intristito dalla pandemia, vedere in atto la presenza di Gesù risorto ridona la fiducia che è sempre possibile vincere ogni male. Così, comprendo la risposta di una ragazza russa al Pellegrinaggio Macerata-Loreto del 1994: ‘sono venuta al Pellegrinaggio perché sono atea, per vedere Dio nel volto di quelli che ci credono’. La speranza è l’amore divino, testimoniato dai cristiani. Il Pellegrinaggio Macerata-Loreto è nato per ridare questa speranza, questa fiducia: che con la compagnia di Gesù tutto diventa possibile! Il mio augurio è che tutti quelli che vengono possano dire ad ognuno di noi promotori: Quando vedo te, vedo Gesù, vedo speranza!”.

Perché il Papa invita a costruire una ‘mentalità’ nuova?

“L’incontro, che alcuni di noi abbiamo vissuto con il papa, ci ha fatto percepire che papa Francesco conta molto sul prossimo Pellegrinaggio, anche se solo ‘virtuale’, ma pieno di presenze sparse nel mondo che pregano per un cambiamento in meglio della vita. Per questo il papa ci ha riproposto il suo grande desiderio: che non si torni alla normalità di prima, che ci ha portato a questa grave situazione, ma che si esca da questa pandemia migliori, proiettati verso una nuova normalità, che lo Spirito ci suscita. Il Pellegrinaggio è questo cammino verso il compimento dell’azione dello Spirito, verso una nuova prospettiva e un nuovo cambiamento, verso una nuova era. La Madonna, che anima questo nostro Pellegrinaggio, è l’esempio che ci testimonia che seguendo Lei si vive un modo nuovo e bello di stare al mondo. Dante, ‘il profeta della speranza’ (papa Francesco), La invoca ‘di speranza fontana vivace’. Chi segue il Pellegrinaggio Macerata-Loreto è chiamato a riproporre un modo nuovo e bello di vivere in questo mondo malato e triste”.

In quale modo si può non sprecare questa ‘crisi’?

“Partecipando al Pellegrinaggio! Non è una battuta, ma indica il metodo per affrontare la crisi e uscirne vittoriosi. Mi affido alle parole del Papa, quando nel libro ‘Ritorniamo a sognare’ scrive: ‘Mi piace l’immagine del pellegrino, colui che si decentra e così può trascendere. Esce da sé, si apre a un nuovo orizzonte. Questo è un tempo di pellegrinaggi’. La crisi è per domandare la grazia, che non è opera degli uomini, ma di Dio. Per questo ho iniziato e continuato a proporre il Pellegrinaggio come compimento della vita, come gratitudine, come domanda. Che i giovani, ai quali è dedicato principalmente il Pellegrinaggio, facciano questa bella esperienza di vita”.

Mettendoci davanti alla Madonna come mendicanti di tutto, possiamo chiederle l’imprevisto di cui abbiamo assoluta necessità per alzarci dal letto ogni mattina e affrontare il duello quotidiano tra la vita e la morte, tra l’essere e il nulla che si svolge dentro ciascuno di noi’. 

Nel messaggio inviatovi don Carron ha invitato ad essere mendicanti: con quale atteggiamento?

“Con l’atteggiamento del bambino, che domanda per crescere. E’ l’atteggiamento dell’affidamento. Se la grazia della vita viene dal Mistero, allora il modo migliore per ottenerla è la preghiera, come domanda. Gesù nel Vangelo ci ha insegnato la preghiera del Padre nostro, che è composta solo di domande. Infatti ci detto anche ‘Chiedete e vi sarà dato’. Il Pellegrinaggio termina con l’affidamento alla Madonna, perché Lei è il modello di vita, che ci educa a domandare, a saper ricevere e saper donare. Il messaggio di don Carron mi ha commosso e toccato profondamente”.

Anche quest’anno il pellegrinaggio si svolge in streaming: in quale modo è possibile vivere questo gesto senza il cammino fisico?

“Il modo di vivere anche quest’anno il Pellegrinaggio solo ‘virtuale’ è concentrarsi totalmente sul tema: ‘Quando vedo te, vedo speranza’, allora fioriranno la preghiera come appassionata domanda e la fraternità come riconoscimento che siamo tutti figli del Padre e fratelli tra noi: che la nostra preghiera e la nostra carità siano viste, sentite e proclamate in tutto il mondo e, dal giorno dopo, fioriscano in tutti gli ambienti di vita”.

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