Piacenza, la Riconcialiazione sacramento ignorato e attaccato dal mondo secolarizzato

La Lettera per Natale del Penitenziere Maggiore ai Confessori

Confessione
Foto: Aci Group
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“Nel nascondimento dell’esercizio di questo prezioso ministero, ignorato e perfino attaccato da un mondo talmente secolarizzato da non comprenderne più la natura e le imprescindibili esigenze, il confessore sa bene di partecipare alla sola autentica rivoluzione: quella della misericordia e del bene, della verità e della giustizia, alla “rivoluzione dell’Amore” inaugurata da Gesù Cristo che ci ha rivelato che Dio stesso è Amore”.

Lo scrive nella consueta lettera per Natale a tutti i confessori il Penitenziare Maggiore il cardinale Mauro Piacenza. E aggiunge: “Al di fuori di una chiara prospettiva cristocentrica, ogni promessa salvifica è utopia, distrazione funzionale al potere e menzogna che viene dal falsario. Solo la conversione personale a Cristo costruisce la Chiesa ed il mondo!”

Il cardinale sottolinea così che gli attacchi al segreto confessionale che si sono moltiplicati in questi ultimi anni sono di fatto un attacco alla fede stessa. “L’unicità salvifica di Cristo, inclusiva del vero e del bene, presenti in modo seminale per via dello Spirito Santo in altre tradizioni religiose o culturali, è la condizione di possibilità e di realtà della salvezza: se Gesù di Nazareth non fosse l’unico Salvatore, semplicemente non ci sarebbe salvezza” scrive il cardinale. 

Poi le indicazioni: “Il confessore, con l’esercizio umile e fedele del proprio ministero, indica al mondo che il Signore è presente: è presente come abbraccio misericordioso, come amore e giustizia, come verità e grazia, come consolazione e tenerezza. Nel disorientamento contemporaneo, che genera solitudine esistenziale talora drammatica, diviene urgente e necessario indicare, con luminosa chiarezza, la presenza del Signore nel mondo, accanto agli uomini, come unico Salvatore”. Perché  iIl ministero della riconciliazione è chiamato ad annunciare tale unicità salvifica, in circostanze nelle quali si moltiplicano le “grida disorientanti” e, paradossalmente ma realmente, cresce negli uomini la sede di verità e giustizia, la sete di reale libertà e liberazione”.

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