Polonia, l'attività caritativa come manifestazione della libertà religiosa

Presentato il Rapporto sulle attività caritative della Chiesa in Polonia

Gli operatori Caritas con i senzatetto in Polonia
Foto: Caritas Polska
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“Le organizzazioni cattoliche formano la più grande rete di aiuti in Polonia dopo gli enti pubblici e svolgono un ruolo importante nell'attuazione dei servizi sociali nel Paese”, per un totale di oltre 4 milioni di servizi unitari forniti nel 2019”.

lo ha detto ha sottolineato p. Wojciech Sadłoń, direttore dell'Istituto di statistica della Chiesa cattolica, presentando il Rapporto.“Enti di beneficenza cattolici. Rapporto sulle organizzazioni caritative cattoliche e attività di beneficenza parrocchiali” ieri 16 marzo presso l’Università Card. Stephan Wyszyńszy di Varsavia.

Nel 2019 risultavano attive 891 opere caritative in Polonia (delle quali 684 gestite da Ordini Religiosi e 207 diocesane o nazionali) e oltre 65.000 a livello parrocchiali.

Il maggior numero dei servizi erogati riguarda gli aiuti alimentari e le attrezzature. Oltre 1.200 opere di beneficenza si occupano dell’aiuto ai bambini, agli adolescenti e alle madri in difficoltà; circa 900 opere riguardano interventi di emergenza e aiuti generali, oltre 700 forniscono aiuto psicologico e di sostegno familiare, quasi 600 per i senzatetto.

Nel 2019 i dipendenti di opere caritative risultavano 40.000, mentre i volontari 223.000. Il numero totale di ore donate dai volontari può essere stimato in 2,7 milioni.

Dal punto di vista economico un terzo degli enti organizza raccolte fondi e un quinto di essi ricava le proprie entrate dalle attività imprenditoriali autonome. Il sostegno della pubblica amministrazione incide per il 59%.

A livello parrocchiale, le opere sono 65.000 in 11.000 parrocchie e il numero dei volontari si aggira intorno ai 2,6 milioni. I fondatori di questo tipo di opere sono i parroci (51%), in un terzo dei casi l'iniziativa nasce dalla collaborazione tra parroco e laici, e nel 17% sono opere realizzate autonomamente da laici. I destinatari degli aiuti sono per lo più bambini e giovani, soprattutto quelli a rischio di esclusione, ma anche anziani, poveri e disabili.

Le attività di beneficenza delle comunità, prevalentemente caritas parrocchiali, nella quasi metà dei casi (49%), si svolgono in accordo e cooperazione con istituzioni pubbliche (anche educative e culturali), sebbene solo l'8 % riceva sostegno finanziario per le proprie attività da fondi pubblici. Gli aiuti provengono prevalentemente da raccolte e donazioni.

Lo studio descrive la situazione del 2019, prima della pandemia, sebbene includa anche alcuni dati sui problemi e il coinvolgimento delle associazioni di beneficenza nell'ultimo anno. Secondo il Rapporto la pandemia ha segnato negativamente le opere di beneficenza, sia dal punto di vista del funzionamento a causa dell’introduzione di nuove norme sanitarie e della trasmissione del virus tra operatori e beneficiari, sia dal punto di vista economico a causa dell’aumento dei costi operativi. Ciò nonostante, molte opere si sono adattate alle nuove esigenze arrivando persino ad ampliare le proprie attività per includere altri gruppi di bisognosi.

Alla presentazione ha partecipato anche il Ministro per l’Educazione e le Scienze, Przemysław Czarnek che, nel suo saluto ha detto va difesa la libertà religiosa: “Voglio ringraziare la Chiesa in Polonia, in senso ampio, per la grande, continua e coerente testimonianza di amore al prossimo nel Paese e all'estero, indipendentemente dalla confessione religiosa”.

 

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