Preghiera, elemosina, digiuno, rimedio dolce di Francesco contro la gelida iniquità

Un dettaglio della copertina del messaggio del Papa
Foto: Vatican Media
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E’ una frase del Vangelo di Matteo che quest’anno ispira Papa Francesco alla sua riflessione per la Quaresima: Per il dilagare dell’iniquità l’amore di molti si raffredderà”.

Iniquità e amore uno di fronte all’altro come eterna lotta tra bene e male.

E’ Gesù, scrive il Papa, che ai discepoli spiega che  “di fronte ad eventi dolorosi, alcuni falsi profeti inganneranno molti, tanto da minacciare di spegnere nei cuori la carità che è il centro di tutto il Vangelo. Ascoltiamo questo brano e chiediamoci: quali forme assumono i falsi profeti?”

Lusinghe di pochi istanti di piacere “che viene scambiato per felicità”. Il Papa stila un elenco:  “Quanti uomini e donne vivono come incantati dall’illusione del denaro, che li rende in realtà schiavi del profitto o di interessi meschini! Quanti vivono pensando di bastare a sé stessi e cadono preda della solitudine! Altri falsi profeti sono quei “ciarlatani” che offrono soluzioni semplici e immediate alle sofferenze, rimedi che si rivelano però completamente inefficaci: a quanti giovani è offerto il falso rimedio della droga, di relazioni “usa e getta”, di guadagni facili ma disonesti!

Quanti ancora sono irretiti in una vita completamente virtuale, in cui i rapporti sembrano più semplici e veloci per rivelarsi poi drammaticamente privi di senso! Questi truffatori, che offrono cose senza valore, tolgono invece ciò che è più prezioso come la dignità, la libertà e la capacità di amare. E’ l’inganno della vanità, che ci porta a fare la figura dei pavoni… per cadere poi nel ridicolo; e dal ridicolo non si torna indietro”.

L’inganno del demonio che vuole confondere il cuore dell‘ uomo, e ognuno è chiamato a discernere e non “ fermarsi a livello immediato, superficiale, ma riconoscere ciò che lascia dentro di noi un’impronta buona e più duratura, perché viene da Dio e vale veramente per il nostro bene”.

Attenzione alla carità spenta da un cuore freddo e dell’avidità di denaro, e soprattutto dal rifiuto di Dio che si “tramuta in violenza che si volge contro coloro che sono ritenuti una minaccia alle nostre “certezze”: il bambino non ancora nato, l’anziano malato, l’ospite di passaggio, lo straniero, ma anche il prossimo che non corrisponde alle nostre attese. Anche il creato è testimone silenzioso di questo raffreddamento della carità: la terra è avvelenata da rifiuti gettati per incuria e interesse; i mari, anch’essi inquinati, devono purtroppo ricoprire i resti di tanti naufraghi delle migrazioni forzate; i cieli – che nel disegno di Dio cantano la sua gloria – sono solcati da macchine che fanno piovere strumenti di morte”.

E poi il “freddo” che si vive anche in una comunità con segnali chiari: “l’accidia egoista, il pessimismo sterile, la tentazione di isolarsi e di impegnarsi in continue guerre fratricide, la mentalità mondana che induce ad occuparsi solo di ciò che è apparente, riducendo in tal modo l’ardore missionario”.

Il rimedio però c’è è chiaro “ il dolce rimedio della preghiera, dell’elemosina e del digiuno” in una parola la Quaresima. “Come vorrei- scrive il Papa-  che l’elemosina si tramutasse per tutti in un vero e proprio stile di vita!”  E del resto “ogni elemosina è un’occasione per prendere parte alla Provvidenza di Dio verso i suoi figli”. E poi il digiuno che “ci fa più attenti a Dio e al prossimo”.

La voce del Papa si leva per tutto il mondo: “Se come noi siete afflitti dal dilagare dell’iniquità nel mondo, se vi preoccupa il gelo che paralizza i cuori e le azioni, se vedete venire meno il senso di comune umanità, unitevi a noi per invocare insieme Dio, per digiunare insieme e insieme a noi donare quanto potete per aiutare i fratelli!”.

E Francesco rilancia la maratona di preghiera ““24 ore per il Signore”, che invita a celebrare il Sacramento della Riconciliazione in un contesto di adorazione eucaristica. Nel 2018 essa si svolgerà venerdì 9 e sabato 10 marzo, ispirandosi alle parole del Salmo 130,4: «Presso di te è il perdono». In ogni diocesi, almeno una chiesa rimarrà aperta per 24 ore consecutive, offrendo la possibilità della preghiera di adorazione e della Confessione sacramentale.

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