Premio Don Andrea Santoro, i quattro vincitori

Aldo Morrone, Mariolina Marchetti, German Plakoo Mlapa e Maria Teresa Marassi sono i vincitori del premio intitolato al sacerdote italiano fidei donum ucciso in Turchia 16 fa

Un momento del conferimento del premio intitolato a don Andrea Santoro, Roma 26 marzo 2022
Foto: Roma Sette
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Quattro persone impegnate per la comunità, come medici, missionari e volontari, hanno ricevuto lo scorso 26 marzo il Premio Andrea Santoro, intitolato al sacerdote romani fidei donum ucciso 16 anni fa in Turchia. L’iniziativa è del Centro Missionario Diocesano di Roma, che ha promosso l’iniziativa.

I quattro premiati sono: Aldo Morrone, Mariolina Marchetti, German Plakoo Mlapa e Maria Teresa Marassi. Il vescovo ausiliare Benoni Ambarus, delegato per la carità e i migranti nella diocesi di Roma, si è scusato con loro “se per caso puntando le luci su di voi con questo premio vi abbiamo messo in imbarazzo”, ha ringraziato per quello che hanno fatto compiendo la strada del bene, e chiesto loro “per favore di continuare.

Aldo Morrone è un infettivologo di fama mondiale e direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano. Esperto nelle patologie tropicali e malattie della povertà, negli ultimi trent’anni si è occupato di medicina transculturale, contribuendo a focalizzare l’attenzione del pubblico e delle istituzioni sulla salute dei migranti e delle fasce a rischio di emarginazione sociale.

Ritirando il premio ha detto che il suo “è un lavoro molto semplice: si tratta di aiutare le persone a ritrovare la loro dignità e la loro salute”.

Non ha potuto ritirare il premio, perché si trova in Palestina, Mariolina Marchetti, 80 anni e volontaria romana della parrocchia dei Santi Martiri Canadesi oltre che appartenente all’Associazione fraternità internazionale (Afi). Per lei ci sono stati i fratelli e le sorelle, mentre suor Marchetti, in un videomessaggio dalla Palestina, dove opera dal 1965 nelle scuole materne locali, si è detta “sorpresa e commossa” per il Premio.

Padre Germain Plakoo-Mlapa, salesiano, originario del Togo e oggi impegnato in una missione in Angola, è stato premiato per avere operato in contesti difficili, tra i quali il suo Paese e il Burkina Faso – dove è scampato ad un attentato – con i ragazzi di strada, sullo stile di don Bosco. Ritirando il Premio per lui, padre Pavel Ženíšek, membro del Settore per le missioni salesiane, ne ha ammirato la determinazione e il coraggio.

L’ultimo premio è andato alla memoria di Maria Teresa Marassi, scomparsa il 6 dicembre del 2020 e che “per circa vent’anni – è stato letto nella motivazione – ha svolto il suo servizio presso il Centro missionario diocesano, con grande amore, attenzione, puntualità e dedizione, senza dimenticare mai la propria vocazione missionaria ad gentes”.

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