Premio Ratzinger 2020, assegnato a due scrittori della rivista Communio

Il francese Jean-Luc Marion e l'australiana Tracey Rowland dovrebbero ricevere il premio da Papa Francesco il 14 novembre

. I premiati dell'edizione 2011 e dell'edizione 2012 del Premio "Joseph Ratzinger" insieme a Benedetto XVI
Foto: Fondazione Ratzinger
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Jean-Luc Marion filosofo e teologo francese e Tracey Rowland australiana, specialista in filosofia politica. Sono i due vincitori del Premio Ratzinger 2020 assegnato dalla Fondazione vaticana Joseph Ratzinger. Se tutto andrà bene il 14 novembre in una cerimonia ristretta con Papa Francesco avverrà la premiazione in Vaticano, sennò si va al prossimo anno.

Presentando i due studiosi alla stampa Padre Federico Lombardi Presidente del Consiglio di Amministrazione della Fondazione e il cardinale Ravasi che è membro del Comitato scientifico della Fondazione Ratzinger, hanno ricordato anche le molte attività, nonostante la pandemia, della Fondazione.

Il profilo dei due premiati parte dall’anno di nascita, 1946 per Jean-Luc Marion. La riflessione di Marion si è sviluppata intorno a due direttrici fondamentali, quella della storia

della filosofia, e quella della fenomenologia.Marion è Accademico di Francia dal 2008, autore di numerose pubblicazioni e direttore di alcune collane prestigiose. È stato membro del Pontificio Consiglio della Cultura. Collabora abitualmente con la Rivista internazionale Communio.

Tracey Rowland invece è nata nel 1963 e ha conseguito il dottorato all’Università di Cambridge sul tema dei rapporti fra la teologia del ventesimo secolo e l’idea di cultura, con riferimento in particolare alla filosofia di Alasdair MacIntyre e alla teologia di Henri De Lubac e Joseph Ratzinger. Fra le sue opere principali due sono dedicate al pensiero di J.Ratzinger e tradotte in diverse lingue: La fede di Ratzinger. La teologia di Benedetto XVI (2008) e Benedetto XVI. Una guida per i perplessi (2017). Ha pubblicato oltre 150 articoli. È membro del Consiglio editoriale della rivista internazionale Communio.

Con i nuovi premiati, i Premi Ratzinger assegnati diventano in tutto 22, di 15 Paesi e 5 Continenti diversi. Con la prof.ssa Rowland abbiamo infatti raggiunto anche l’Oceania.

Padre Lombardi ha ricordato anche le altre attività della Fondazione come il IX Simposio internazionale di studio promosso dalla Fondazione che si è svolto a Budapest, nei giorni 8-9 ottobre del 2019 in collaborazione con la Università cattolica ungherese “Pázmány Péter”, ed è stato dedicato al tema: “La situazione economica, sociale e spirituale dei Paesindell’Europa Centrale alla luce della Dottrina sociale della Chiesa”.

Nel corso della primavera sono usciti gli Atti del precedente Simposio, pubblicati integralmente in inglese con la Franciscan University Press: Fundamental Rights and Conflicts among Rights.

Ha raggiunto quest’anno la quarta edizione il Premio “Ragione aperta”, in collaborazione con l’Università Francisco de Vitoria di Madrid, che viene attribuito ogni anno ad alcune opere che realizzano l’idea ratzingeriana della “ragione aperta”.

Nell’area dell’Europa centro-orientale si è sviluppata un’altra iniziativa di collaborazione, questa volta con l’Università statale polacca Nicolò Copernico di Torun, la città appunto di Copernico. Anche qui si è scelta la forma del Premio - denominato in questo caso Ratio et spes, “Ragione e speranza” - scegliendo ogni anno un tema specifico e selezionando, con la collaborazione di un gruppo internazionale di esperti nella materia, un articolo scientifico o due di particolare valore. La premiazione avviene in occasione della Giornata nazionale della scienza in Polonia, che cade il 19 febbraio, perciò in questo 2020 si è riusciti a fare la prima premiazione poco prima dello scoppio della pandemia.

Cancellato invece il Simposio internazionale di quest’anno, che era stato previsto a Beirut a dieci anni dal Sinodo speciale sul Medio Oriente indetto da Benedetto XVI. La scelta di Beirut aveva anche un evidente significato di solidarietà con popoli e comunità religiose in situazioni difficilissime. Ovviamente non è possibile realizzarlo.

A proposito delle edizioni italiane della Opera Omnia di Joseph Ratzinger Padre Lombardi ha ricordato che non se ne occupa la Fondazione ma La Libreria Editrice Vaticana.

Al momento la primavera scorsa è uscito il secondo tomo del volume sul Concilio Vaticano II  che doveva essere presentato in più Università, poi la pandemia ha cancellato tutto; per l’anno prossimo è prevista la pubblicazione del primo tono del volume sulla Chiesa (8/1). Seguirà poi il secondo volume. La edizione italiana va particolarmente curata perché è la più letta in assoluto fra i non italiani.

 

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