Presenza, comunione e missione. Le tre parole del Papa ai giovani in Argentina

Papa videomessaggio
Foto: Vatican Media / ACI Group
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“Quando uno va ad un incontro di giovani troverà sempre fede, speranza, illusioni per quello che si sta condividendo e che sta crescendo lì. Grazie per tutto questo lavoro, per partire con gioia. Per questa occasione mi vengono in mente tre parole: presenza, comunione e missione”. Papa Francesco è felice di poter partecipare con un videomessaggio in spagnolo al II Incontro Nazionale della Gioventù, in corso dal 25 al 27 maggio a Rosario, in Argentina, sul tema “Con voi rinnoviamo la storia”.

Il Pontefice nel videomessaggio inizia spiegando ai ragazzi e alle ragazze la prima parola: “La prima parola è presenza. Gesù è con noi, è presente nella nostra storia. Se non ne siamo convinti, non siamo cristiani. Lui cammina con noi, anche se non lo conosciamo. Dedica il tempo, fai silenzio per ascoltare la sua voce. Sai come fare silenzio nel tuo cuore per sentire la voce di Gesù? Non è facile, ma prova. Lui è con te, anche se forse in alcuni momenti ti senti come quelli di Emmaus prima di incontrare Gesù Risorto: ti senti triste, deluso. Ma quando incontri Gesù è una grazia. Gesù ci trova, ci guarisce, ci manda a guarire gli altri”.

Poi il Papa passa alla seconda parola, comunione. “Non andiamo da soli a scrivere storia –rassicura il Pontefice - alcuni lo credono, pensano che da soli o con i loro piani costruiranno la storia. I popoli sono i protagonisti della storia. Noi siamo una comunità, noi siamo una Chiesa. E se vuoi costruire come cristiano devi farlo nel popolo di Dio, nella Chiesa, come popolo.

Poi Francesco ricorda ai giovani l’appuntamento con il prossimo Sinodo sui Giovani in Vaticano ad Ottobre: “Sapete meglio di me che i computer, i telefoni cellulari hanno bisogno di aggiornamenti per lavorare meglio. Anche la nostra pastorale deve essere aggiornata, rinnovata, rivedere la connessione con Cristo alla luce del Vangelo”.

L’ultima parola del Papa ai giovani è missione. “Siamo chiamati ad essere una Chiesa in uscita, in missione – ribadisce il Pontefice - Una Chiesa missionaria, non racchiusa nelle nostre comodità e schemi, ma in uscita per incontrare l'altro”.

 

 

 

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