Quando Avvenire era appena nato, i racconti di due firme del giornale dei cattolici

La copertina del libro di Giorgi
Foto: CEO
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Cinquant’anni non sono facili da raccontare. Soprattutto quando si tratta di raccontare  la vita di un giornale. Il 4 dicembre scorso Avvenire, il quotidiano dei vescovi italiani ha compiuto i suoi primi 50 anni di esistenza. E pensare che c’era chi era certo negli anni ’80 che non sarebbe sopravvissuto.

Oltre le tante rievocazioni e pubblicazioni ufficiali ed istituzionali ci sono stati a Roma degli appuntamenti di “veterani” e delle pubblicazioni un po’ “corsare” che però hanno restituito la vera atmosfera del giornale, della vita di redazione, della quotidianità del quotidiano.

Lunedi 10 dicembre nella sede della Federazione Nazionale della stampa italiana sono stati presentati due libri singolari.

Uno di Angelo Sclezo, “La questione meridionale del quotidiano cattolico” è una vera gemma di lavoro di archivio e di memoria. Racconta una pagina sconosciuta e importantissima del lavoro che ha permesso al quotidiano nato al nord, di essere davvero nazionale.

L’altro è ancora più particolare. Di fatto è un vero quaderno di appunti, di ricordi sparsi ed emotivi, di una delle firme di Avvenire: Antonio Giorgi.

“Ed è ancora Avvenire” non si trova in libreria, ed è un peccato. Bisogna contattare l’autore. Giorgi ha messo insieme ricordi e racconti e tanti aneddoti che diventano  di fatto un modo di conoscere la vera anima del giornale.

Come quando racconta a modo suo il rapporto con Paolo VI.

E soprattutto il momento della morte del Pontefice che tanto aveva voluto il giornale come elemento di unificazione dopo il Concilio della vita cattolica in Italia.

“La sera del 6 agosto 1978- scrive Giorgi- appena si diffuse la notizia del decesso, grazie ad un tam-tam spontaneo di telefonate ci ritrovammo un gruppetto di redattori nella sede del giornale in Piazza Cavour a Milano. Era domenica, il lunedì il giornale non è in edicola. Decidemmo di far uscire una edizione speciale richiamando alcuni poligrafi e mettendo insieme una squadra minima di tipogrefi della Same. (...)Il direttore Angelo Narducci in vacanza a Ronciglione dettò un editoriale dia ltissimo spessore, sentito, asciutto, privo di ogni retorica. I rapporti personali tra lui e Papa Montini erano ben noti. Lavorammo come forsennati fino a poco prima dell’alba (...) In altre circostanze (...) dopo una faticaccia del genere avremmo potuto premiarci con un calice di spumante. In altre circostanze però; quella notte non era proprio il caso. Era morto un Papa che ci era amico. Era mancato il nostro editore.”

Bastano quste poche righe per far sentire il profumo un po’ perduto di una redazione.

 

Per avere il volumetto ci si può rivolgere all’editore: COOPERATIVA EDITORIALE OLTREPO' SRL GIORNALE DI VOGHERA Piazza Duomo 70 - 27058 Voghera (PV) tel: 0383 41686

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