Quando il Papa si fermava in Campidoglio, le visite dei Papi dopo Porta Pia

La visita di Benedetto XVI in Campidoglio
Foto: CPP
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Prima del 1870 il Campidoglio era parte dello Stato Pontifico, della Roma dei Papi. E sono quindi pochi i Papi che lo hanno visitato dopo il 1870.

L’ultimo pontefice a salire in Campidoglio prima del fatidico 20 settembre fu proprio Pio IX un paio di giorni prima della breccia di Porta Pia. Fu di fatto una vista di congedo mentre le truppe regie piemontesi stavano per far crollare il potere che anche il Papa aveva definito una “seccatura”. Pio IX salutò definitivamente i palazzi che per secoli erano stati il simbolo del governo cittadino. La antica tradizione voleva che i Pontefici  si recassero in Campidoglio durante il tragitto di ritorno dalla cerimonia di "possesso" della basilica di San Giovanni in Laterano.

Papa Francesco oggi sarà così il quarto Papa senza “potere” che visita la sede del Comune di Roma: Paolo VI  fece una visita 16 aprile 1966, anche se qualche anno prima era stato in Campidoglio da cardinale ribadendo di fatto l’idea di Pio IX e  vole  "ringraziare la Divina Provvidenza" per i cambiamenti avvenuti in seguito ai fatti del 1870. 

Giovanni Paolo II vi si recò il 15 gennaio 1998 e affacciato al balcone verso la piazza ricordò ai molti presenti che Roma letto al contrario si legge amor!

Papa Benedetto XVI visitò il Comune il 9 marzo di dieci anni fa e disse che “il cuore romano è un “cuore di poesia”, a sottolineare che la bellezza è quasi “un suo privilegio, un suo carisma naturale”.

Naturalmente i pontefici colgono l’occasione per un discorso dai forti temi sociali.

Benedetto XVI sottolineò che “nell’era post-moderna Roma deve riappropriarsi della sua anima più profonda, delle sue radici civili e cristiane, se vuole farsi promotrice di un nuovo umanesimo che ponga al centro la questione dell’uomo riconosciuto nella sua piena relatà”.

Giovanni Paolo II preparava Roma al Grande Giubileo del 2000 “due realtà che si richiamano e si illustrano reciprocamente! Roma si riflette nel Giubileo e il Giubileo dice riferimento alla realtà di Roma. La celebrazione ripropone la fede in Gesù Cristo annunciata e testimoniata qui dall'apostolo Pietro; richiama l'esigenza di ristabilire l'effettiva uguaglianza di diritti tra tutti gli uomini, alla luce della legge e della giustizia di Dio; esorta al superamento delle divisioni e delle loro cause per instaurare una vera comunione tra tutti gli esseri umani”.

Papa Paolo VI oltre a ribadire il cambiamento del post 1870 volle dire grazie per l’accoglienza ai Padri Conciliari: “Siamo consapevoli del vantaggio che codesta accoglienza ha dato al buon esito delle assise conciliari; Ci fa piacere dare testimonianza delle premure, dei servizi, delle cortesie che sono state prodigate sia alle persone, che alle manifestazioni del Concilio; siamo lieti e lusingati dell'onore che per il felice svolgimento di così grande e singolare avvenimento si proietta sulla Città e segna una pagina nobile e indimenticabile della sua storia”.

Papa Francesco oggi si trova a visitare il Campidiglio nel mezzo di una grave crisi politica e con una città profondamente trasformata e per certi aspetti sfigurata dove è sempre più difficile vivere.

Lo aveva già segnalato Giovanni Paolo II nei suoi ultimi discorsi al Sindaco quando veniva ricevuto in Vaticano con la Giunta tanto che nel gennaio del 2005 si chiedeva: “Che dire poi del traffico urbano, che di anno in anno diventa più congestionato e faticoso? Esso è causa di notevoli difficoltà nella vita quotidiana di molte persone e famiglie”.

Benedetto XVI aveva ricordato nel gennaio del 2012 che “insieme con l’accoglienza deve rafforzarsi il valore della solidarietà. È un’esigenza di carità e giustizia che nei momenti difficili coloro che hanno maggiori disponibilità si prendano cura di chi vive in condizioni disagiate”. 

 

 

 

 

 

 

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